Tempi stretti per il nuovo concorso nella Scuola da bandire entro il 1° dicembre 2015: le classi potrebbero essere quelle non riformate. E’ questa l’ultima indiscrezione sul bando al quale stanno lavorando al ministero dell’Istruzione e le cui graduatorie di merito verranno utilizzate per i tre anni 2016, 2017 e 2018.

La riforma delle classi di concorso, infatti, non si concilia con il poco tempo rimasto ai tecnici di Viale Trastevere per consegnare il regolamento della selezione.

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Concorso scuola 2016, numero posti a disposizione e partecipanti previsti

Sul numero dei posti a disposizione c’è ancora incertezza: l’ipotesi avanzata dal quotidiano Italia Oggi, è quella che prevede che le nuove assunzioni  arrivino fino a 90 mila, sommando i posti riservati al concorso (60 mila ed oltre) con quelli delle Graduatorie ad esaurimento, laddove vi siano ancora degli iscritti.

Per quanto riguarda la platea dei partecipanti al concorso, si parla di almeno 150 mila candidati: in questo caso le previsioni diventano più complicate a causa dell’incertezza dei prof delle scuole dell’infanzia e primaria.

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Riforma delle classi di concorso: l’iter di approvazione e le novità

Tornando alla riforma delle classi di concorso, difficilmente potranno essere introdotte nel bando del Miur le nuove Cdc: l’iter di approvazione, infatti, è piuttosto lungo ed articolato e prevede l’acquisizione del parere delle commissioni competenti della Camera dei deputati e del Senato. Infine, l’ok definitivo spetterà al Consiglio dei ministri che, però, potrebbe richiedere l’adozione di ulteriori modifiche, su suggerimento dello stesso Parlamento.

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La complessità della procedura di approvazione farebbe prevedere, dunque, che per il concorso 2016 si utilizzino le vecchie classi. Il progetto di riforma è fermo, ad oggi, con un numero di classi da ridurre a 114 (da 168) e con 11 nuove classi relative all’insegnamento nella scuola media e superiore.

Tra le novità, verrebbe istituita la classe A 23 relativa all’insegnamento della lingua italiana agli alunni stranieri e nuove discipline nelle scuole superiori come il coreutico e il musicale.

Inoltre i laureati in Scienze politiche potrebbero insegnare Economia e diritto alle superiori. Ma con l’utilizzo delle vecchie Cdc rimarrebbero estromessi dalla possibilità di partecipare al concorso vari candidati che, ad oggi, sperano nella riforma.

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