La denuncia dell'Anief è chiarissima: non solo la riforma della Scuola 2015/16 non ha eliminato il mondo dei precari come promesso da Renzi, ma lo ha allargato. Gli UST si stanno ritrovando a dover assegnare incarichi di supplenza su posti vacanti e hanno difficoltà enormi a gestire la situazione. Per comprendere cosa sta succedendo nelle scuole d'Italia, facciamo un esempio eclatante. Nella città di Genova, la scuola primaria si è ritrovata con 77 cattedre disponibili e di queste ne sono state assegnate solo 18.

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Ma sono diverse le classi di concorso, come denunciato già da giorni, che hanno cattedre rimaste vuote per mancanza di aspiranti nelle graduatorie. Cosa significa questo? Significa che in diverse scuole sarà il dirigente scolastico a dover convocare i docenti dalle Graduatorie d'Istituto per supplenze brevi in modo da poter garantire il corretto funzionamento delle lezioni nel nuovo anno scolastico. Ma in attesa che gli UST comunichino la situazione delle graduatorie, bisognerà attendere qualche settimana per poter assegnare la supplenza annuale. La scuola è in pieno caos in questo 'anno di transizione', ma non finisce qui.

Il caos della scuola e delle supplenze, a.s. 2015/16

Se questo non bastasse, bisogna considerare anche che con la riforma della scuola il contratto di supplenza per chi proviene della GaE prevede la dicitura 'fino all’avente diritto'. Questo perché il posto che oggi viene assegnato ad un precario, potrebbe essere coperto a breve da uno degli assunti nella fase B del piano di assunzioni di quest'anno. L'Anief, attraverso Marcello Pacifico, definisce la riforma un 'sistema altamente burocratizzato e di difficile attuazione', che poteva essere evitato semplicemente allargando la platea degli assunti a tutti i docenti abilitati.

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E alla fine saranno proprio gli esclusi a esser chiamati per le supplenze, lasciando cattedre vacanti che potevano essere assegnate di ruolo. 'E la chiamano La Buona Scuola', ha concluso Pacifico.

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