Con la nota sentenza n. 70/2015, la Corte costituzionale aveva sancito l'illegittimità costituzionale dell'art. 24, comma 25, del D.L. n. 201/2011, che aveva stabilito la rivalutazione automatica delle Pensioni di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo (vale a dire fino a 1486,00 euro circa), escludendo, quindi, la rivalutazione automatica degli assegni pensionistici superiori a 3 volte il minimo. Con tale pronuncia veniva decretato l'obbligo da parte dello Stato - nelle vesti dell'Inps - di restituire gli arretrati a tutti i pensionati percettori di un trattamento pensionistico superiore ad euro 1.486,00 circa.

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Vi è da dire che una restituzione totale di quanto dovuto dall'Inps, avrebbe comportato il pagamento di imponenti cifre con conseguenze negative sul piano dei bilanci. Così, il Governo, al fine di evitare il rischio di implosione dei conti pubblici, ha eluso l'ordine imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale, emettendo il decreto legge n. 65/2015. Con il suddetto decreto, il Governo ha previsto una restituzione parziale di quanto dovuto ai singoli pensionati, prevedendo la corresponsione a partire dal 1 agosto 2015 importi minimi rispetto a quanto dovuto.

L’Inps deve restituire integralmente gli arretrati dovuti

Con il decreto legislativo n. 65/2015 è stata prevista una corresponsione parziale degli arretrati dovuti dall’Inps a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni, stabilendo un risarcimento tra il 5% ed un massimo del 22%. Così, alcuni pensionati hanno proposto ricorso per decreto ingiuntivo contro l’Ente previdenziale per ottenere il 100% delle rivalutazioni degli anni precedenti fino alla pronuncia della Consulta.

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Il Tribunale di Napoli, ad esempio, ha accolto il decreto ingiuntivo contro il quale l’Inps non ha neppure proposto opposizione.

Pertanto, i decreti ingiuntivi ottenuti contro l’Inps sono esecutivi e non più impugnabili, ed i pensionati che hanno proposto i ricorsi ed ottenuto il decreto ingiuntivo, otterranno la restituzione totale delle rivalutazioni pensionistiche. Una precisazione: sono ancora pochi i casi in cui i decreti ingiuntivi non sono stati opposti dall’Inps e non è detto che, se dovessero aumentare i contenziosi, l’Inps non farà una scelta diversa.

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