Niente da fare per la riforma delle pensioni, qualche piccola possibilità per la settima salvaguardia degli esodati. In queste poche parole si riassume l'attività politica del governo Renzi in materia previdenziale. Punti evidenziati dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, durante il question time alla Camera, qualche giorno fa. Queste specifiche del ministro hanno provocato forti reazioni, soprattutto da parte del M5S e della Lega Nord.

Nessuna flessibilità a causa dei costi troppo elevati per lo Stato

L'applicazione della flessibilità al sistema pensionistico italiano potrebbe portare ad un forte indebitamento per le casse dello Stato.

Per questo motivo, non è prevista alcuna modifica pensionistica nella Legge di Stabilità. A dispetto di quanto era stato annunciato dallo stesso premier Renzi, il quale aveva, in più di un'occasione, annunciato l'applicazione della flessibilità con penalizzazioni sugli assegni previdenziali. Invece, ora, a poche settimane dall'approvazione della Finanziaria, la 'doccia fredda' arrivata all'improvviso che ha creato moltissimi malumori da parte di diverse categorie di lavoratori interessati alla questione.

Padoan: 'Necessario trovare le coperture finanziarie'

Padoan, durante il suo intervento in Parlamento, annuncia che, forse, qualcosa si potrà fare per gli esodati. Dal 2012 sino ad oggi si sono tutelate molte persone senza stipendio e senza lavoro (circa 116.000) ed ora, secondo quanto dichiarato dal ministro, 'il governo intende trovare una soluzione con urgenza, riconoscendo queste situazioni di disagio sociale'.

Per far questo, però, è necessario trovare le opportune coperture finanziarie. Ma cosa è cambiato, rispetto a quando lo stesso ministro dichiarava che sarebbe stato possibile inserire la flessibilità delle pensioni nella Legge di Stabilità, a fronte di penalizzazioni per i lavoratori? Probabilmente, il fatto che il premier Renzi abbia deciso di destinare una parte dei fondi a disposizione per abolire la Tasi sulla prima casa, ha creato un'inversione di rotta nelle intenzioni dell'esecutivo. E nel frattempo, cosa fa il ministro del Welfare, Giuliano Poletti? Rimane in silenzio, in attesa degli eventi.