Sempre più nella lente di ingrandimento dei giudici stanno finendo i permessi della legge numero 104 del 1992 alla quale fanno affidamento i lavoratori per poter usufruire di assenze da lavoro per tre giorni al mese o per 2 ore al giorno. La motivazione è l’assistenza ad un familiare con problemi di handicap o con malattia.

Tuttavia, negli ultimi mesi è in atto una stretta sui furbetti che usufruiscono della legge non possedendone, però, i requisiti o utilizzandola non nelle modalità disciplinate.

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Utilizzo Legge 104: fino al licenziamento se per usi personali

Il sito di informazione e consulenza legale “La legge è uguale per tutti” mette in guardia chi utilizza la legge 104: infatti, il datore di lavoro può ricorrere addirittura al licenziamento motivandolo come comportamento infedele da parte dell’utilizzatore che impieghi i premessi previsti per appagare delle necessità individuali.

Altra circostanza cui deve fare attenzione chi utilizza la Legge 104 è che il tempo del permesso preso deve essere necessariamente speso interamente all’assistenza del familiare.

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Tale obbligo è valido anche nel caso e per il tempo in cui il disabile dorme. E, dunque, chi utilizza il permesso è obbligato a rimanere insieme alla persona bisognosa anche di notte.

Pertanto, richiedere un permesso con la legge 104/92 e poi comportarsi diversamente da quelli che sono gli obblighi imposti può essere causa di licenziamento del lavoratore. Tale penalità trova la sua ragione nel fatto che l’inoperosità del lavoratore è pagata dalla collettività: infatti il permesso è pagato in anticipo dal datore di lavoro che, in un secondo momento, verrà rimborsato dallInps.

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In più, l’assenza del lavoratore implica una nuova organizzazione all’interno del contesto lavorativo: il più delle volte il “buco” viene coperto dai colleghi di lavoro.

Il caso della Scuola: numeri sotto la lente d’ingrandimento del Miur, presto una nuova legge?

Tra i settore dove si è registrato il maggior assenteismo per via dell’utilizzo della legge 104 c’è la scuola: il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, in più di un’occasione ha messo in evidenza come i numeri sui dipendenti della Scuola che usufruiscono dei permessi siano allarmanti.

Gli ultimi dati disponibili dicono che un docente su sette, 86.361 prof di ruolo su un totale di 640 mila e 30.250 dipendenti Ata su circa 180 mila hanno utilizzato il permesso nello scorso anno scolastico.

Anche per l’anno appena iniziato, insomma, verranno fatte le consuete verifiche che porteranno alla conoscenza del fenomeno, ma non si esclude che questo possa essere il momento buono per un nuovo intervento normativo da più parti e in più di una circostanza richiesto.

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