Non si fa attendere la reazione dei sindacati sul rinvio della riforma Pensioni annunciato ieri in diretta tv dal premier Matteo Renzi dopo un anno di messaggi rassicuranti e promesse sull'introduzione di nuovi elementi di flessibilità in uscita verso la pensione anticipata. "Non si può rinviare al 2016 - ha detto il segretario generale della Cisl - la controriforma della riforma Fornero. Abbiamo bisogno subito - ha aggiunto Anna Maria Furlan - già nella legge di Stabilità di un segnale importante".

Riforma pensioni, la Cisl: serve una risposta per imprese, giovani e lavoratori

"Sarebbe una risposta per le imprese, per i giovani e per tutti i lavoratori. Vogliamo capire - ha proseguito commentando le dichiarazioni di Renzi ieri sera su Rai 3 a Che tempo che fa - se per il governo, che ha fatto tante ipotesi, ha chiuso e riaperto più volte, questa è una cosa seria o - ha detto la Furlan oggi a Torino a margine della conferenza organizzativa del sindacato - se sono solo annunci a seconda degli spot televisivi che poco interessano agli italiani".

Sulla stessa lunghezza d'onda la Uil di Carmelo Barbagallo. "È un gravissimo errore - ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - non affrontare nella legge di Stabilità il tema della flessibilità di accesso alla pensione. Si continuano a penalizzare i lavoratori ultrasessantaduenni e i giovani - ha sottolineato il dirigente sindacale commentando le novità annunciate da Renzi - che vedono ancora bloccato il turn over nel mercato del lavoro".

La Uil sottolinea come sulle modifiche alla riforma Fornero "si è realizzato in questi mesi un vasto e diffuso consenso nel Paese e tra tutti i gruppi parlamentari" e che lo stesso Renzi ha "ripetutamente annunciato che questo sarebbe stato fatto con la legge di Stabilità".

Pensione anticipata, la Uil: non ci rassegneremo, prosegue la mobilitazione

Ma adesso il dietrofront dell'esecutivo, l'ennesimo sulla riforma pensioni, una doccia fredda, anzi freddissima, per chi sperava davvero di poter andare in pensione prima senza eccessive penalizzazioni, come del resto indicato nella risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento del Def varata nei giorni scorsi dal Senato e dalla Camera.

Ma i sindacati non si rassegnano e proseguono la mobilitazione già avviata nei giorni scorsi e in programma fino al 15 ottobre, quando la manovra di bilancio del Governo Renzi, dopo l'ok in consiglio dei ministri, sarà già al vaglio dell'Europa e non è detto che tutto fili liscio come l'olio sui diversi capitoli della finanziaria e sull'utilizzo del decifit come previsto da alcuni criteri di flessibilità europei. La riforma pensioni, insistono i sindacati, serve anche per dare lavoro ai giovani. La "La Uil - aggiunge Proietti - non si rassegna a derubricare questo tema. Continueremo la mobilitazione in tutto il Paese affinché - ha spiegato auspicando interventi già in legge di Stabilità - sia data una risposta positiva alle attese dei lavoratori e dei giovani".

E già si abbattono sul governo anche le critiche delle opposizioni che chiedono di cambiare impostazione. "Non può funzionare così", ha dichiarato il capogruppo di Sel alla Camera. "Presenteremo emendamenti alla legge di Stabilità - ha proseguito Arturo Scotto - e siamo disponibili a condividerli in maniera trasversale. Sulle pensioni .- ha sottolineato il capogruppo di Sel a Montecitorio - bisogna cambiare impostazione".

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