Siete soddisfatti o volete cambiare il vostro lavoro?Siete disoccupati (se siete giovani avete il 42,7% di probabilità di esserlo, secondo le statistiche dell’ILO) e cercate lavoro?Vi state chiedendo verso quale professione sarebbe meglio si indirizzassero i vostri figli?

Prima di rispondere a queste domande potrebbe essere utile dare un’occhiata a un paio di indagini condotte sul futuro dell’occupazione (una dell’Università di Oxford “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”, l’altra della Deloitte “Agiletown: the relentless march of technology and London’s response”); entrambi gli studi analizzano il rischio di come l’automazione e l’intelligenza artificiale possano sostituire posti di lavoro “umani”.

Quali lavori sono a rischio 'computerizzazione'?

La ricerca condotta dall’Università di Oxford indica quattrocaratteristicheche combinate insieme portano ad una maggiore o minore probabilità di “computerizzazione”: la “social intelligence” (cioè la capacità di ben interagire con gli altri e di essere in grado di indurli a cooperare), la creatività, la comprensione e manipolazione. Più queste abilità sono richieste per una data professione e più sarà bassa la probabilità di “computerizzazione”. Inoltre la ricerca evidenzia come ci sia una forte relazione negativa tra il salario e il livello di istruzione da una parte e la probabilità di “computerizzazione” dall’altra.

Quindi a bassi salari e a bassi livelli di istruzione corrisponde un rischio maggiore di essere sostituiti da una "IA".

In appendice viene elencata una serie di 702 professioni dalle meno probabili di computerizzazione (Terapista ricreazionale, assistente sociale…) alle più probabili (addetto al telemarketing, agente assicuratore, addetto all’inserimento dati, cassiere, tecnico di biblioteca, ispettore e collaudatore di prodotti, segretaria di studio legale…).

L'implacabile marcia della tecnologia

Lo studio della Deloitte segnala come il 35% dei lavori nel Regno Unito sia a rischio automazione nei prossimi due decenni; i lavori con salario sotto le 30.000 sterline hanno 5 volte di più la probabilità di essere sostituiti dall’automazione rispetto ai lavori pagati oltre 100.000 sterline. Le caratteristiche che saranno maggiormente richieste in futuro dalle aziende di Londra saranno: know how digitale, creatività, capacita manageriale e imprenditoriale.

Quanto riportato nei 2 studi, in qualche modo, conferma quanto affermato da Keynes riguardo la disoccupazione tecnologica:la velocità di scoperta di metodi che economizzano il lavoro supera la velocità con cui troviamo nuovi modi di utilizzare il lavoro stesso. Ciòche più colpisce è che, ai nostri giorni, la sostituzione delle macchine agli uomini non è più confinata a compiti di routine nell’industria manifatturiera.

Basta pensare al software sviluppato da Google per guidare autonomamente le macchinesenza alcun autista; in quanto tempo quest'innovazione porterà alla sostituzione del lavoro umano con un’intelligenza artificiale nei trasporti e nella logistica?

Previsioni eccessivamente pessimistiche?

L’umanità è già passata per una rivoluzione (quella industriale) dove le macchine entrarono nell’agricoltura labour-intensive, sostituendo l’uomo, ma al contempo milioni di nuovi lavori e professioni furono create.

Un'altra ricerca dell’International Federation of Robotics (“Positive Impact of Industrial Robots on Employment”) sostiene che molti più lavori sono creati dalla robotica rispetto a quelli che vengono eliminati da essa.

Forse la previsione migliore è quella di una collaborazione tra gli umani e gli esseri dotati di intelligenza artificiale. Questi ultimi si occuperanno dei compiti ripetitivi, permettendo ai primi di poter svolgere altre mansioni di tipo superiore. Insomma, per chi ha visto il film Humandroid, molti dei giovani di oggi tra qualche anno probabilmente lavoreranno fianco a fianco con Chappie.

Segui la nostra pagina Facebook!