Si sta diffondendo sempre di più anche in Italia, lo "Smart Working",o lavoro agile, un lavoro che migliaia di persone svolgono da casa. Si tratta di una prestazione effettuata da lavoratori dipendenti senza partita iva e fuori dai locali aziendali, presso la propria abitazione. A tutela del sempre crescente numero di persone che lavorano da casa, èin dirittura d'arrivo una nuova normativacollegata alla legge di Stabilità, che interviene sui diritti dei lavoratori. La legge può favorire decisamente il decollo dello smart working, perché interviene su tutta una serie di materie (diritti, privacy, infortuni e retribuzione).

La tutela dei diritti di chi lavora da casa

La legge che s'intende varare sullo Smart Working, tende a mettere un punto fermo su tutta una serie di diritti del lavoratore dipendente, che opera il proprio lavoro da casa e con i propri mezzi tecnologici. Un primo punto messo in discussione riguardala retribuzione, ossia iltrattamento economico e normativo non deve essere inferiore a quello degli altri addetti che prestano servizio in azienda. Il secondo punto concerne lasicurezza sul lavoro, ossia il ddl prevede una copertura degli infortuni avvenuti durante il lavoro.

Inoltre, la norma prevede che siano riconosciuti anche gli incentivi fiscali e contributivi.

Ricordiamo che i punticardine dello smart working sono mobile work, flessibilità e telelavoro, ciò comporta dei vantaggi per il dipendente che lavora da casa, in termini di riduzione degli spostamenti, con un risparmio che si aggira intorno ai 550 euro annui, oltre al fatto di poter usufruire di una flessibilità oraria di lavoro.

Questa proposta di legge sembra essere presa di buon grado e con entusiasmo, da chi già effettua questo tipo di lavoro. Intanto, in Italiasi moltiplicano i progetti delle imprese che provano a ripensare il lavoro in un’ottica intelligente, mettendo in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario, lasciando alle persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro.

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