"E’ inaccettabile che basti il primo livello di formazione, quello della laurea triennale, per partecipare ai concorsi per 500 posti di funzionari tecnico-scientifici del Ministero", ha dichiarato indignato il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici Giuliano Volpe. L’affermazione si riferisce all’emendamento in discussione alla Camera con cui si intende aprire anche ai laureati triennali le porte del nuovo concorso MiBACT, con cui verranno assunti500 nuovi funzionari a tempo indeterminato. Una modifica disarmante che ha trovato subito l’opposizione di Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Associazione Nazionale archeologi e Consulta universitaria Nazionale per la Storia dell’arte, oltre che delle decine di migliaia di aspiranti candidati che dopo anni di formazione e specializzazione rischiano di vedersi scavalcati dai colleghi freschi di triennale.

Concorso MiBACT 2016: l’emendamento della discordia

Le polemiche hanno subito preso il sopravvento: aprire l’accesso del concorso MiBACT anche ai laureati triennali non significa solo allargare a dismisura la già colossale platea di partecipanti, ma significa anche avere personale meno qualificato al servizio del Ministero. Questa la denuncia diffusa contestualmente all’approvazione dell’emendamento dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali che ha inoltre sottolineato come questo si traduca in una netta svalutazione del percorso formativo terziario (quello cioè che succede la laurea triennale). Sacrifici e risorse impiegati nella formazione verrebbero dunque resi vani in un colpo di spugna, in barba al merito, grazie a una scandalosa livella che è lungi dal fornire al Ministero il personale qualificato che chiede.

Già pronta la contromossa: un altro emendamento per bypassare la norma

La denuncia ha preso la forma di una vera e propria mozione con cui si è chiesto espressamente agli onorevoli parlamentari di fare dietrofront sulla contestata norma. Una prima risposta sembra esserci stata e, stando a quanto riportato dalla testata “Left”, il ministro Dario Franceschini e la sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni si sarebbero subito attivati nella stesura di un “contro emendamento” volto a superare quello della vergogna approvato lo scorso 13 novembre in Commissione Bilancio. Il nuovo emendamento sarà presentato nei prossimi giorni dalla presidente della Commissione Cultura alla Camera ma sarà difficile avere conferme dell’uno o dell’altro caso prima dell’approvazione definitiva della Legge di Stabilità.