"Non tutto è stato risolto, perché il tema è stato affrontato in modo tale per cui rischiamo che ci sia uno strascico" visto che "già ci sono forti pressioni per un'ottava salvaguardia": ad affermarlo è il Presidente Inps Tito Boeri, facendo il punto della situazione e criticando la mancanza di una misura strutturale per quelli che vengono definiti i "veri esodati". Si tratta di coloro che sono stati "semplicemente licenziati tra i cinquantacinque e i sessantacinque anni di età". Il Presidente dell'Inps ha anche puntato il dito contro i vitalizi della politica e le Pensioni considerate troppo elevate rispetto ai contributi effettivamente versati, sulle quali sarebbe necessario un intervento a favore dell'equità.

Un punto che è stato sottolineato più volte anche attraverso dati specifici tramite l'operazione trasparenza avviata negli scorsi mesi dall'istituto di previdenza.

Riforma pensioni: dichiarazioni critiche in arrivo dall'opposizione

Non si è fatta però attendere la risposta della politica, talvolta caratterizzata anche datratti piuttostoaccessi. Inun video riportato dall'Ansa, l'On.Renato Brunetta spiega che le proposte giunte dal Presidente Inps "sono un modo di affrontare il problema della sostenibilità in maniera assolutamente impopria e produttrice di stress nei nostri pensionati".

Secondo l'esponente di Forza Italia, "queste sono decisioni che deve prendere il Governo. Il Governo se ne assumerà le responsabilità, ma non può il Presidente dell'Inps fare queste dichiarazioni".

Pensioni flessibili, dalla Commissione lavoro si chiede di avviare sperimentazione

Nel frattempo arrivano nuove dichiarazioni anche dalla minoranza Dem, che esprime il proprio impegno per avviare una nuova sperimentazione sul tema dei prepensionamenti.

"Noi insistiamo sulla necessità di adottare la flessibilità e riteniamo un errore la scelta del Governo di non averla già inserita nella legge di stabilità". Ad affermarlo è il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, che chiede di partire subito con una nuova proposta che garantisca "1 o 2 anni di anticipo in attesa della misura promessa da Renzi nel 2016".

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