Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo contesta duramente il ddl Stabilità 2016 del Governo Renzi, in questi giorni ancora al vaglio della Camera, anche per i mancati interventi di riforma Pensioni. Sulla questione i sindacati sono sul "piede di guerra" e pronti a votare, il 17 dicembre, la piattaforma unitaria sulla questione previdenziale da sottoporre all'attenzione dell'esecutivo che dovrebbe intervenire il prossimo anno, a quanto pare sin dai primi mesi, come ha spiegato il viceministro dell'Economia Enrico Morando.

Cgil, Cisl e Uil sono pronte a mobilitarsi se le promesse verranno ancora una volta disattese.

Riforma pensioni, il Movimento 5 stelle contro il Governo Renzi

"Il governo - si legge in un comunicato stampa dei deputati del Movimento 5 stelle - è in stato confusionale su molti fronti nella discussione sulla Stabilità. Ma la previdenza - viene sottolineato - rappresenta un vero e proprio buco nero". I mancati interventi sulla riforma pensioni, peraltro sbandierati da un anno a tamburo battente da diversi esponenti dell'esecutivo a partire dal premier Matteo Renzi, "è uno dei principali fallimenti - sottolineano i parlamentati pentastellati - della politica economica di Palazzo Chigi".

Con diversi emendamenti, mozioni e ordini del giorno nel quadro della manovra di bilancio, i grillini hanno proposto diverse soluzioni per la pensione anticipata, per gli esodati, i precoci, la Quota 96 scuola, l'opzione donna. Tutte proposte respinte, bocciate e accantonate sia nel passaggio a Palazzo Madama che a Montecitorio. Adesso esprimono tutta la loro delusione sui mancati interventi auspicati da milioni di italiani "beffati" dalla legge Monti-Fornero che ha drasticamente innalzato l'età pensionabile portandola praticamente a 66 anni e sette mesi.

"La manovra - hanno spiegato - si limita a interventi di piccolo cabotaggio senza risorse".

Previdenza: proposti interventi per flessibilità, esodati, precoci, usuranti

Poi vengono elencati i provvedimenti su cui il governo si era già espresso rassicurando gli italiani salvo poi effettuare un nuovo dietrofront. "Non viene risolto - hanno spiegato i deputati M5S - il nodo della flessibilità in uscita" dal lavoro per l'accesso alla pensione anticipata.

Un'operazione che avrebbe consentito non solo di rendere giustizia ai "beffati" dalla riforma pensioni Fornero, ma che consentirebbe anche di creare nuove opportunità occupazionali per i giovani sia nel settore privato che in quello pubblico. Poi "non c'è nulla per i 30/40enni - hanno spiegato i parlamentari pentastellati - che sono destinati a prendere pensioni da fame, ammesso e non concesso che le prenderanno".

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Infatti, secondo i dati dell'Ocse e dell'Inps i trentenni di oggi potrebbero prendere la pensione solo a 75 anni e con assegni molto bassi e certamente sproporzionati rispetto a quelli presi da chi è andato in pensione negli anni passati o anche rispetto a chi ci va adesso seppur con la legge Monti-Fornero.

Ma non finiscono qui le critiche dei grillini al governo per i mancati interventi sul fronte previdenziale.

"Non ci sono soldi - hanno scritto nel comunicato - per opzione donna. Vengono rubati - hanno aggiunto riferendosi alle risorse per il pensionamento di chi svolge lavori pesanti - i fondi per gli usuranti". Inoltre, "sono stati dimenticati i lavoratori precoci", hanno sottolineato riferendosi a chi ha cominciato a lavorare sin da giovanissimo e oggi non riesce ad accedere al trattamento pensionistico nonostante 40 anni di contributi versati. "E l'elenco - hanno concluso - potrebbe continuare".

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