Dopo la prima prova relativa alla redazione del parere civile di ieri, che ha avuto ad oggetto ‘la successione’e ‘la responsabilità civile professionale’,oggi 16 dicembre i candidati aspiranti avvocato 2015 saranno impegnati con la seconda prova. L’inizio dell’esame è fissato normalmente per leore 9, ma spesso la dettatura delle tracce non avviene prima delle ore 10.30, dovendo attendere necessariamente i Presidenti delle rispettive Corti d’Appello.

Cresce così l’ansia di conoscere quali possono essere le materie oggetto delle tracce di oggi.

Sul forum più visitato ‘mininterno’ piovono già richieste di aiuto da parte di chi è in attesa di sostenere l’esame, confidando che dall’ esterno, amici, parenti, avvocati blogger di vari network online possano in tempo utile fornire riferimenti normativi e giurisprudenziali utili a trovare la soluzione del parere e per la stesura dello stesso.

Le raccomandazioni

Nonostante i serrati controlli all’interno dei plessi dove vengono sostenute le prove, moltissimi – se non tutti – potrebbero entraremuniti di ‘fogliettini’ contenenti magari qualche parere letto in precedenza.

Tuttavia, si ricorda ai candidati che è assolutamente vietato utilizzare durante la prova qualsiasi apparecchio elettronico e la consultazione online dei pareri è possibile soltanto alla fine della prova ed è volta ad un possibile confronto ‘a posteriori’.

Negli ultimi cinque anni, infatti, sono stati annullati centinaia di elaborati in diverse Corti d’Appello.Detto questo, gli aspiranti avvocati avranno la possibilità di utilizzare i codici annotati con la giurisprudenza: ‘facilitazione’ ancora concessa solamente perquest’anno.

Quindi, mantenere la calma e concentrarsi sugli ampi codicidi merito e di legittimità, i quali vi aiuteranno ad individuare gli istituti su cui incentrare la vostra attenzione e le vostre ricerche al fine di redigere un parere motivato, in modo chiaro e sintetico, con puntuali riferimenti giurisprudenziali e soprattutto evidenziando il proprio ragionamento logico-giuridico.

È vero che durante i 18 mesi di pratica legale un praticante non è abituato a scrivere pareri in materia civile o penale, in quanto normalmente si è soliti fare atti giudiziari.

Il parere motivato è l’elaborato che permette ai commissari d’esame di accertare le capacità e le competenze acquisite dai candidati nella risoluzione di casi pratici. È per questo motivo che attraverso la redazione del parere c.d. ‘pro veritate’, l’aspirante avvocato può analizzare le problematiche più rilevanti sottese al caso e dimostrareil proprio ragionamento critico. Il parere è, in sintesi, il ‘modo legale’ per convincere idealmente il giudice ad accogliere la prospettata tesi, supportata da ragionamenti ‘persuasivi’ dal punto di vista giuridico.

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