Ci si interroga sul ritardo dell'emanazione dei bandi del concorso docentiche nei piani del governo avrebbe dovuto vedere la luce il 1 dicembre 2015. Le difficoltà incontrate nel riordino delle classi di concorso hanno prodotto uno slittamento imprevisto. In rete non sono pochi i dubbi di chi attende queste prove per poter tentare la strada dell'accesso ai ruoli dell'Istruzione. Qualcuno paventa l'ipotesi che si possa arrivare addirittura a primavera inoltrata per vedere pubblicati i bandi sulla Gazzetta Ufficiale. A questi interrogativi tenta di rispondere Salvo Intravaia in un articolo pubblicato questa mattina sulle pagine di Repubblica.
Ricordiamo che il concorso docenti 2016 dovrà assorbire 63.700 precari tra posti comuni e posti di sostegno.
Il punto della situazione
Dal Miur giungono rassicurazioni che per i provvedimenti manca veramente molto poco ma, tra il dire e il fare, sembra proprio che ci siano due ordini di difficoltà che ostano all'uscita dei relativi bandi. Parliamo cioè della composizione e stesura della tabella posti da assegnare ad ogni regione.Giungono notizie che il lavoro è fermo presso la Funzione pubblica. Una volta completato questo passaggio sarà poi compito del primo Consiglio dei Ministri utile occuparsi del relativo decreto di pubblicazione. Sui tempi di attuazione al momento non si dispone di notizie precise.
Complicazioni sopravvenienti
Più si va avanti col tempo e maggiori sono gli ostacoli da superare per la coppia Giannini/Faraone. La prossima mobilità straordinaria sta per prendere il via e questo andrebbe ad impattare sul numero effettivo di cattedre da mettere a bando. Un intoppo di non poco conto se si pensa che quelle lasciate per raggiunti limiti di età potrebbero essere saturate da coloro che ambiscono a tornare al Sud. Senza contare le difficoltà derivanti da quel contingente di idonei del 2012 che non ha ancora trovato una collocazione e che mal digerirebbe la formazione di nuove graduatorie per il triennio 2016/2018 perché in quel caso dovrebbero tornare nuovamente sui libri.
Rischio contenziosi
I sindacati avrebbero voluto una riforma scolastica rispettosa dell'autonomia decisionale dei docenti, rimarcando la circostanza per la quale, se non si troverà un accordo sulla mobilità, si potrebbe andare incontro ad una fase di inasprimento dei contenziosi che stanno già duramente abbattendosi sul Miur con le sentenze favorevoli ai precari delle Graduatorie di Istituto. In ogni caso sarà necessario pensare anche ad una fase transitoria per coloro che non supereranno o non vorranno affrontare il concorso che ancora non si vede.