L’annoso tema della riforma delle Pensioni approda alla Camera, ma non nei termini da più parti auspicati da qualche anno a questa parte: flessibilità in uscita, lavoratori precoci o altro. Oggi 23 febbraio, infatti, inizia l’iter parlamentare del Piano Povertà annunciato qualche settimana fa dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, contenente un’ipotesi di razionalizzazione delle prestazioni previdenziali che rischia di intaccare in modo significativo alcune di queste, tra cui la pensione di reversibilità.

Il Piano Povertà per le famiglie a basso reddito

Il Piano Povertà è stato predisposto dal governo attraverso una Legge Delega all’esame, a partire da oggi 23 febbraio, delle Commissioni lavoro e affari sociali della Camera che dovranno definire tempi e modalità della discussione del provvedimento.

La Legge Delega prevede l’erogazione di un sussidio a favore delle famiglie numerose condizionato alla sottoscrizione di un patto di servizio concordato son i servizi sociali. Si parla, infatti, di Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), una misura già introdotta in via sperimentale in alcune città che si intende rendere strutturale per garantire un sussidio ad almeno 280 famiglie povere.

La pecca del Piano Povertà, evidenziata dalla sinistra del Pd e dai sindacati, è il collegato programma di razionalizzazione delle pensioni che dovrebbe consentire il finanziamento del Piano a discapito di una serie di prestazioni previdenziali da trasformare in prestazioni assistenziali, e quindi legate al reddito familiare, tra cui la pensione di reversibilità.

Pensione di reversibilità: come cambierà

Niente flessibilità in uscita, né precoci o esodati, quindi, ma l’unica riforma delle pensioni di cui si comincia a parlare in Parlamento riguarda nuovi tagli alle pensioni che potrebbero colpire i familiari superstiti dei pensionati deceduti.

Attualmente, la prestazione erogata dall’Inps al coniuge superstite è pari al 60 per cento dell’assegno percepito in vita dal pensionato, con percentuali decrescenti in funzione dell’aumento del reddito del beneficiario.

Secondo l’ipotesi di riforma delle pensioni di reversibilità contenuta nella Legge Delega del Piano Povertà, l’assegno dovrebbe essere legato all’Isee, come succede per le prestazioni assistenziali, col rischio che molte vedove o vedovi, si vedano decurtare, se non revocare, la pensione di reversibilità del congiunto defunto.

Il ministro Poletti ha già precisato che non saranno toccati i trattamenti già erogati, ma questo, per esclusione, equivale all’ammissione che le pensioni di reversibilità future, così come le quattordicesime, le integrazioni al minimo ed altre prestazioni che saranno oggetto di ‘razionalizzazione’, saranno tagliate.

Non era proprio questo che si intendeva per riforma delle pensioni.

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