Un articolo apparso sul numero odierno de 'Il Corriere della Sera' (martedì 16 febbraio 2016) traccia un quadro preciso di come stanno cambiando gli stipendi dei lavoratori, soprattutto quelli che appartengono alle categorie dei quadri e dei dirigenti: in Italia stiamo assistendo al cosiddetto 'reverse reward'. La società di consulenza sulle politiche retributive, Job Pricing, ha spiegato che cosa significa 'reverse reward' e quali sono le nuove dinamiche riguardanti i salari.

Stipendi, ultime news 16 febbraio: meno scatti di anzianità, più meriti

Il presidente Mario Vavassori, anticipando il rapporto annuale della società, ha spiegato come, in Italia, si stia assistendo ad un netto cambiamento rispetto alla vecchia logica che prevedeva un aumento di stipendio in corrispondenza dell'anzianità di servizio: tutto ciò era garantito dagli 'scatti' che permettevano di percepire uno stipendio più significativo come frutto della più lunga permanenza su un posto di lavoro. La nuova tendenza delle aziende, invece, è quella di premiare la parte variabile delle retribuzioni.

Come stanno cambiando le buste paga rispetto al passato

Passando ai dati concreti, basti pensare che le voci variabili di uno stipendio per un dirigente, nel 2014, incidevano per il 17,2 per cento della retribuzione totale, mentre nel 2015 abbiamo assistito ad un considerevole aumento fino al 19,6 per cento.

Come ha ben spiegato il presidente della Job Pricing, l'obiettivo principale delle aziende sarebbe quello di incrementare le retribuzioni, specialmente quelle relative alla fascia media d'età, in base ai 'meriti', alle loro performances lavorative. Se prima, ad inizio carriera, si cominciava con uno stipendio basso e si arrivava al top in prossimità della pensione, ora invece stiamo assistendo ad un importante cambiamento.

La riforma Buona Scuola: docenti 'premiati' con il merito, dietro valutazione

Il discorso non vale solamente per le aziende private ma anche per la Pubblica Amministrazione: basti pensare alla riforma Buona Scuola, fortemente criticata dal personale scolastico per il tentativo, da parte del governo, di abolizione (o forte ridimensionamento) degli scatti di anzianità a tutto vantaggio del 'merito', ovvero i premi da distribuire agli insegnanti più meritevoli in base alla loro 'valutazione'.

Un segnale di come, in futuro, lo stipendio cambierà non in base agli anni che passano ma secondo i 'meriti' del lavoratore.

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