Sul versantepensioni, la priorità è sempre laflessibilità in uscita.La chiedono i sindacati, la sostiene Boeri, la ipotizza Damiano. Il governo garantisce che andrà valutata nella prossima Legge di Stabilità.Tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e le tre confederazioni sindacaliCgil, Cisl e Uilpare che vi sia unità d'intenti sull'argomento. Da ambedue i fronti, infatti, si chiede a gran voce all’esecutivo del premier Renzi di valutare da subito la possibilità della flessibilità in uscita dal lavoro.
Il sottosegretario Nannicini lavora per riformare la Fornero
Pare però che il governo in questo momento non abbia proprio intenzione di accelerare sul tema pensioni: la questione è rinviataall’autunno, quando si inizierà a parlare diLegge di stabilità 2017. Intanto si viene a conoscenza che della flessibilità in uscita se ne sta occupando un pool di esperti sotto la guida del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini.In attesa dellariforma delle pensioni, però, i lavoratori che vorranno uscire in anticipo dal lavoro lo potranno fare sapendo che andranno incontro a delle penalizzazioni, in base alle norme previste dalla legge Monti-Fornero del dicembre 2011, attualmente vigenti, secondo lo schema previsto per l'opzione donna,con una pensioneinteramente calcolata con il metodo contributivo.Intanto i sindacati sul fronte previdenziale e della riforma Fornero in particolaresono in grande fermento.
I sindacati insistono: occorre riformare la Fornero
Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, difatti, hanno indetto mobilitazioni e manifestazioni per il prossimo 2 aprile, in diverse piazza italiane, per sensibilizzare l'opinione pubblica, ma soprattutto per spingere il governo a decidere interventi sul versante dell’occupazione giovanile e delle condizioni di lavoro, per sostenerela proposta Damiano sullapensione anticipataa 41 anni di contributi per i precoci e per chi il lavoro lo perde e rimane senza sostegni economici e insituazioni di disagio.Ricordiamo a tal proposito che Cgil, Cisl e Uil hanno già da tempo elaborato e presentato al governo una piattaforma comune sulla questione pensionistica.
Sul versante delle pensionidi reversibilità, attualmente sottoposte al reddito IRPEF posseduto dagli eredi, il Governo ritiene che tali prestazioni debbano essere sottoposte al reddito ISEE, ciò vuol dire che dette pensionisarebbero legate al reddito familiare e patrimoniale. Ma anche su questa spinosa vicenda vi è il "niet" sindacale e non solo.
Vedremo come si svilupperanno le questioni sopra accennate nei prossimi giorni.