La legge 104 del 1992 finisce sotto la lente d'ingrandimento nelle operazioni riguardanti la mobilità della Scuola 2016/2017. A chi è stata riconosciuta (e magari ne gode da anni), oltre ai permessi, beneficia di trasferimenti più in linea con le proprie necessità di assistenza di parenti bisognosi, ma il pericolo è quello che si ripetano abusi come è successo nella provincia di Agrigento ed in altre regioni italiane, sia a favore dei docenti che degli impiegati amministrativi, tecnici e ausiliari. 

Mobilità scuola 2016: errori algoritmo Miur e abusi legge 104

Della questione ne parla il quotidiano Italia Oggi che riporta anche di macroscopici errori dell'algoritmo del ministero dell'Istruzione nella gestione di nove milioni e mezzo di dati per le sole scuole dell'infanzia e primarie relativi alle operazioni di mobilità 2016.

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Ma a far più discutere sono i trasferimenti concessi in passato proprio nella provincia di Agrigento dove la quasi totalità dei beneficiari vantava le precedenze accordate dalla Legge 104. La situazione è dunque delicata, come confermato dagli stessi sindacati che, già dalla pubblicazione dei trasferimenti delle scuole dell'infanzia e primarie, denunciano la sparizione di docenti dagli elenchi della mobilità e l'attribuzione delle sedi maggiormente svantaggiate a insegnanti con punteggio più alto.

È necessario, secondo le sigle sindacali che hanno avanzato la richiesta direttamente al ministero dell'Istruzione, che le operazioni sulla mobilità 2016 siano distinte a seconda delle varie fasi e, cioè, i dati delle fasi B, C e D abbiano ognuno il proprio flusso, in modo da verificare più direttamente le eventuali anomalie. 

Abusi legge 104 per mobilità scuola: ecco dove sono più probabili i controlli

La risposta del ministero dell'Istruzione è stata affidata al sottosegretario Davide Faraone il quale annuncia verifiche analitiche di tutte le pratiche relative alle assegnazioni delle sedi tramite la legge 104.

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Tutti i beneficiari, infatti, saranno sottoposti ad ulteriori verifiche da parte dei tecnici dell'Inps per constatare l'effettiva sussistenza dei requisiti per beneficiare della legge stessa con annullamento delle operazioni di mobilità per quei docenti la cui posizione non dovesse essere confermata. I controlli molto probabilmente verranno effettuati a campione a partire da quelle regioni dove l'utilizzo della legge 104 sia in percentuale di molto superiore rispetto alla media nazionale. Oltre alla realtà agrigentina, occhi puntati innanzitutto a Lazio, Umbria e Sardegna che, secondo i dati pubblicati due mesi fa, hanno cifre ben al di sopra del 20 per cento dei beneficiari, sia tra docenti che tra Ata