Vigilia del nuovo anno scolastico e tante, anche troppe, polemiche hanno investito il mondo della scuola: la questione della mobilità e, in generale, gli 'effetti' della Buona Scuola Renzi-Giannini sono oggetto di vibranti proteste da parte dei docenti.
A questo proposito, il sito 'Intelligonews.it' ha intervistato l'esponente della direzione nazionale del Partito Democratico, Patrizia Prestipino, tra l'altro insegnante di lettere classiche e, quindi, molto coinvolta nei problemi riguardanti la scuola.
Ultime news scuola, mercoledì 31 agosto 2016: Prestipino 'Uno o due anni di attesa e poi si torna a casa'
Parlando delle polemiche legate alla mobilità, la Prestipino sottolinea come, alla base, vi sia un problema matematico visto che al nord ci sono più cattedre mentre al sud vi sono più insegnanti ed è quindi logico che si è dovuto mandare i docenti che risiedono in meridione a lavorare al nord. 'Ci sono dei criteri: è giusto che i vincitori di concorso abbiano la precedenza rispetto a tutti - ha sottolineato l'esponente PD - e poi ci sono le graduatorie. Comunque, dopo 1 o 2 anni di attesa, si ritorna a casa: per il momento la situazione è questa, non è una cattiveria, non si può fare altro.
Il malumore è giusto che ci sia ma parlare di deportazione, è davvero brutto ed esagerato, la deportazione era ben altra cosa'.
Mobilità docenti, Prestipino, PD: 'Ora però basta errori'
Per quanto riguarda le proteste annunciate dal mondo scolastico per i prossimi giorni, Patrizia Prestipino 'comprende il forte disagio, però, questo è il prezzo che si deve pagare per questa situazione maledetta. Forse il ministero è stato colto un po' di sorpresa, ci sono stati fraintendimenti, errori e rallentamenti' ha sottolineato la Prestipino citando una sua amica che, pur avendo un figlio non vedente, era stata trasferita a Como. 'E' un dovere dello Stato far si che le operazioni divengano più veloci evitando, nel contempo, questi errori, anche perchè la gente non può rimanere appesa per mesi'.