Accesissimo il dibattito politico e sindacale sulla riforma Pensioni dopo le novità annunciate dal Governo Renzi in materia di flessibilità in uscita nel corso del tavolo del confronto con le organizzazioni sindacali che tornerà a riunirsi in seduta conclusiva il prossimo 21 settembre. Da una parte c'è chi gioisce, dall'altra chi critica il piano di riforma pensioni proposto dall'esecutivo guidato dal premier Matteo Renzi, c'è chi ancora cerca di mediare e chi chiede di indicare soprattutto le risorse economiche precise. La situazione è in continua evoluzione, tante sono le voci che si stanno facendo sentire in queste ore a proposito della questione previdenziale.

Anticipo Pensionistico, dibattito infuocato in vista della legge di bilancio

"Stendo un velo pietoso - ha detto Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti - sul cosiddetto anticipo pensionistico partorito da Renzi". Secondo il parlamentare no va bene la pensione anticipata con la formula del prestito bancario da pagare in venti anni attraverso delle rate su cui sostanzialmente sono previste delle penalizzazioni. "Costerà più o meno - ha detto Capezzone contestando l'Ape di Renzi - quanto un mutuo di qualche anno fa. Secondo il deputato di Conservatori e Riformisti in sostanza si tratta di una "fregatura". Una formula di prepensionamento che non sembra destinata a portare frutti sul fronte del lavoro per i giovani, con questo tipo di pensione anticipata, infatti, pochi saranno spinti a uscire tre anni prima e le imprese avranno in ogni caso difficoltà ad assumere anche in considerazione della riduzione degli incentivi sui nuovi contratti a tutele crescenti che non dovrebbero essere confermati nella nuova legge di bilancio.

La riforma pensioni targata Renzi piace a Confindustria: 'Ci può stare'

"Ma quel che è più grave - ha proseguito Capezzone - è che anche Renzi, come i governi del passato, abbia dimenticato - ha sottolineato il parlamentare - giovani e generazioni future". Di diverso avviso i parlamentari del Pd, anche se per la minoranza saranno decisive le scelte del governo su quota 41 per i lavoratori precoci e sulla salvaguardia definitiva degli esodati per esprimere un giudizio complessivo positivo, come ha spiegato ieri il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano.

La riforma pensioni targata Renzi deve ancora convincere i sindacati ma ha già convinto gli industriali. "La pensione anticipata - ha commentato invece il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia - era anche una cosa richiesta da alcuni dei nostri. E' una cosa - ha aggiunto oggi ad Asti per l'assemblea dell'Unione Industriale provinciale - che rientra in una logica anche per attrarre più giovani e di aiutare gli altri ad andare in pensione.

Ci può stare".

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