Bonus docenti, Bonus, 18enni, riforma Inps; sono solo alcune delle novità degli ultimi mesi che hanno in comune un adempimento che promette di rivoluzionare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. Stiamo parlando dello spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che dovrebbe semplificare l’approccio burocratico ai servizi on line ma che, per il momento, si sta rivelando ulteriore fonte di confusione.

Cos’è e a cosa serve lo SPID

Lo SPID è una identità digitale attribuita al cittadino che ne fa richiesta e che consente di accedere ai servizi on line della pubblica amministrazione grazie all’assegnazione di una password per ogni nome utente.

Si tratta, in pratica, di un pin unico utilizzabile per effettuare il pagamento di tasse e di ticket sanitari, richiedere bollettini oppure uno dei tanti bonus recentemente istituiti dal governo, come la Carta del Docente, che consente di ricevere 500 euro l’anno da impiegare per attività di formazione, o il Bonus 18enni, che consente ai neo maggiorenni di ricevere l’identico importo spendibile in attività culturali. In tutti questi casi, il possesso del codice SPID è un requisito fondamentale.

Nell’ambito del processo di informatizzazione della pubblica amministrazione, è lecito attendersi una crescente richiesta di registrare la propria identità digitale, come ha già fatto notare il presidente dell’Inps, Tito Boeri, alle prese con la riforma dell’Istituto che prevede, per quanto riguarda il rapporto con i contribuenti, la possibilità di accedere ad una serie di servizi informativi sulla propria posizione previdenziale per i quali, ovviamente, sarà richiesto l’uso del codice SPID.

Tim, Poste, InfoCert o Sielte, con chi conviene fare lo SPID?

L’istituzione dello SPID prevede la possibilità di richiedere il codice personale attraverso quattro soggetti: Tim, Poste, InfoCert e Sielte. Trattandosi in tutti i casi di soggetti privati, ognuno di essi prevede il pagamento di una tariffa e una diversa tempistica per l’erogazione del servizio, mettendo il cittadino di fronte ad una serie di possibilità, non tutte conosciute, tra le quali può risultare complicato scegliere.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza e capire con chi conviene fare lo SPID.

Per inoltrare la richiesta del codice di identità digitale, innanzitutto, bisogna presentare un documento di identità valido, il codice fiscale e comunicare un indirizzo e-mail e il numero di telefono del cellulare, dopo di che si potranno prendere in considerazione le possibilità offerte dai quattro provider:

  • InfoCert

via webcam: a pagamento (19,90€)

di persona: gratuito

call center InfoCert al numero 199.500.130, dal lunedì al venerdì 8.30-19.00.

  • Poste Italiane

di persona: gratuito

online: gratuito per i clienti Bancoposta

a domicilio a pagamento: (14,50€)

informazioni al numero verde 803.160

  • Sielte

via webcam: gratuito

di persona: gratuito

informazioni al numero verde Sielte 800.11.33.22, dal lunedì al venerdì 7.30-19.30 e il sabato 8.30-18.30.

  • Tim

di persona: gratuito

informazioni presso i negozi Tim abilitati o al numero verde 800 405 800, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.30

In tutti i casi, il codice SPID è gratuito per i primi due anni, a parte l’eventuale costo applicato dai soggetti erogatori, se richiesto entro il 31 dicembre 2016. Non è ancora dato sapere se allo scadere dei due anni sarà applicato un costo. Per ogni ulteriore informazioni ci si può, comunque, collegare al sito ww.spid.gov.it.