Ieri 31 gennaio 2017 è stato siglato l'ipotesi del CCNI (contratto collettivo nazionale integrativo) tra il MIUR e le maggiori sigle sindacali, FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS - CONFSAL, relativa alla mobilità di tutto il personale scolastico per l'anno 2017/18.

Riguarderà circa 70 mila docenti

L'apporto sulla mobilità, che riguarderà circa 70 mila docenti, dopo lunga trattativa e centinaia di ricorsi al TAR, si è concluso con un contratto tra il Ministero dell'Istruzione e i maggiori sindacati.

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Molte sono le novità rispetto alla Legge 107. Da settembre prossimo quindi viene di fatto congelato l'obbligo dei docenti di rimanere almeno tre anni nella stessa sede. Provvedimento previsto nella Riforma della Buona Scuola del Governo Renzi, per garantire la continuità didattica. Stabilita comunque e già messa in discussione dalla legge 104, di chi resta a casa per assistere i parenti e dalla pioggia di ricorsi ai giudici amministrativi, con il moltiplicarsi di supplenze per tappare i buchi nelle classi.

Tutti i docenti possono fare domanda

Dal prossimo anno tutti gli insegnanti potranno esprimere le proprie preferenze, oltre agli ambiti anche le scuole, fino ad un massimo di 5. E quindi tutti potranno chiedere il trasferimento sia provinciale che interprovinciale, in deroga al vincolo triennale, fino ad un massimo di 15 preferenze, comprese le scuole e i movimenti provinciali che interprovinciali.

I trasferimenti provinciali precedono quelli da fuori provincia anche con un punteggio inferiore e se nella domanda vengono indicate scuole e ambiti della propria provincia e poi anche scuole e ambiti di altre province, si terrà conto dell'ordine di preferenza indicato.

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Inoltre le preferenze sintetiche per i comuni e per i distretti non saranno più esprimibili.

In ogni caso è necessario che dall'anno scolastico prossimo si eviti quello che è successo quest'anno, quando ad anno già avviato non erano ancora concluse tutte le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisorie e sono facilmente immaginabili le conseguenze negative che ne sono derivate. Inoltre bisognerà lavorare sulla continuità d'insegnamento ai ragazzi.

La deroga ha l'obbligo di fermarsi almeno tre anni in un istituto infatti straordinaria è prevista solo per l'anno scolastico 2017/18.