Le news sulle Pensioni aggiornate ad oggi, domenica 19 febbraio, hanno per protagonista Tito Boeri. Il presidente dell'Inps, intervenuto al Future Forum di Udine attraverso un videomessaggio, è tornato a rassicurare i cittadini sulla sostenibilità dell'attuale sistema pensionistico italiano, dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi sui conti in rosso dell'Inps. L'economista italiano già in precedenza aveva precisato che le pensioni sono garantite dallo Stato, ieri ha rimarcato il concetto, spaziando anche su altri argomenti, quali le baby pensioni e l'occupazione giovanile.

La pesante eredità delle baby pensioni

Durante il videomessaggio registrato per il Future Forum di Udine, Tito Boeri ha elogiato il sistema previdenziale italiano, tornando a ripetere che altri Paesi vorrebbero copiarlo, a testimonianza della "bontà" del sistema. Così facendo, il presidente dell'Inps ha ulteriormente allontanato le polemiche scoppiate negli ultimi giorni, quando diversi media hanno associato ai conti in rosso dell'Istituto previdenziale un possibile rischio per le pensioni. Ci si è poi soffermati su uno dei pesi che, ancora oggi, costituiscono un serio problema per il Paese, il debito pubblico. Secondo il professore della Bocconi, un fattore che ha determinato un debito così grande è da attribuire alle baby pensioni.

Inizialmente, quest'ultime avevano avuto un impatto minimo sui conti di allora, salvo poi - sempre secondo Boeri - risultare una delle prime cause dell'aumento del nostro debito.

Il problema della disoccupazione giovanile

Il presidente Boeri ha quindi discusso di lavoro, ponendo all'attenzione dei partecipanti al Future Forum di Udine l'annosa questione della disoccupazione giovanile, che di recente ha nuovamente toccato quota 40 per cento.

Per l'economista, è un "fenomeno tutt'altro che inevitabile". Un'accusa neanche tanto implicita alle ultime politiche di lavoro perseguite dai diversi governi succedutisi in questi anni. Boeri ha chiesto un cambio di rotta immediato, chiedendo maggiori investimenti nella formazione e denunciando l'incapacità, da parte delle università italiane, a "creare competenze spendibili" nel mercato del lavoro.

Ha inoltre parlato del futuro di migliaia di lavoratori precari, secondo Boeri i soggetti più a rischio per un eventuale licenziamento, poiché - ha spiegato il numero uno dell'Inps - "il datore tenderà sempre a liberarsi del giovane lavoratore con contratto a termine, concentrando - ha infine aggiunto Boeri - su di lui tutto il rischio di mercato". La fotografia che il professore ha dato è quella di un'Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi.