La legge di bilancio 2017 introduce importanti novità per i lavoratori precoci che hanno acquisito 41 anni di versamenti e che possono vantare al contempo almeno 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni di età. Per i contribuenti con tali requisiti torna infatti ad aprirsi la possibilità di uscire dal lavoro con la pensione di anzianità, a patto di possedere gli altri requisiti soggettivi previsti per i lavoratori precoci, di rientrare all'interno di una specifica categoria di attività professionale soggetta a tutela e di fare domanda prima che venga superato il plafond massimo di risorse stanziate anno per anno. L'accesso alla quiescenza per chi rientra nel profilo appena esposto diventerà disponibile a partire dal prossimo 1/05, al conseguimento dei 2132 contributi settimanali ed in modo indipendente dall'effettiva età anagrafica.

Al requisito andranno però applicati gli eventuali adeguamenti alla speranza di vita, che scatteranno a partire dal prossimo primo gennaio 2019.

Riforma pensioni e lavoratori precoci: i limiti alle risorse stanziate in favore della misura

Stante la situazione appena descritta, resta da sottolineare l'importanza di verificare la propria situazione presso un patronato e di inoltrare la domanda in tempo utile. Il provvedimento è infatti accompagnato da fondi limitati, che nel breve termine corrispondono a:

  • 360 milioni di euro nel 2017;
  • 550 milioni di euro nel 2018.

Sull'effettivo utilizzo delle risorse è stato attivato un monitoraggio presso l'Inps. Il consiglio resta quello di non attendere troppo qualora si abbiano i requisiti e si sia deciso di procedere con la domanda di pensionamento, perché nel caso in cui le risorse dovessero risultare insufficienti le domande in eccesso rischierebbero di essere bloccate.

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Resta l'attesa per i decreti attuativi

Per quanto concerne i requisiti soggettivi, oltre a quanto già delineato all'interno della legge di bilancio 2017 si resta in attesa di conoscere il contenuto dei decreti attuativi in arrivo dall'esecutivo. La scadenza è fissata per i primi giorni di marzo, data entro la quale il Governo preciserà i dettagli operativi riguardanti proprio i requisiti soggettivi ed i conseguenti criteri di verifica.

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