Novità sulla pensione anticipata con le agevolazioni previste dalla legge di Bilancio 2017, ovvero con l'anticipo pensionistico social e per i precoci con quota 41, sono emerse nell'incontro che si è tenuto nei giorni scorsi tra i tecnici del Governo Gentiloni e le sigle sindacali. Sull'anticipo pensionistico social, scrive il Corriere della Sera gli anziani avranno la precedenza nella domanda di pensione anticipata. Ciò significa che i criteri per ordinare le domande che verranno presentate dal 1° maggio al termine di giugno 2017, saranno l'età e gli anni di versamenti contributivi effettuati.

Si determinerà, pertanto, una precedenza per l'Ape. Ma ulteriori novità sono previste anche per le categorie tutelale della pensione anticipata Ape social i cui requisiti di accesso sono in parte uguali a quelli dei precoci con quota 41.

Pensioni precoci quota 41 e pensione anticipata social: uscita a gennaio 2018?

Infatti, i disabili oppure i disoccupati, due delle categorie tutelate dalla pensione anticipata Ape social, che non dovranno sopportare un taglio del futuro assegno di pensione, potrebbero uscire solo a partire da gennaio del 2018, recuperando poi gli arretrati che vanno da giugno a dicembre del 2017. Potrebbe essere così anche per i precoci che escono con la quota 41, dal momento che i requisiti di accesso alla pensione agevolata sono identici a quelli dell'anticipo pensionistico social.

Per entrambe le uscite, anticipata social e precoci, c'è anche da risolvere il nodo dei lavori gravosi: come previsto dalla riforma delle Pensioni 2017. Infatti, occorre aver svolto negli ultimi 6 anni un'attività rientrante tra le 11 elencate nella legge di Bilancio 2017. Tuttavia, il requisito "continuativo" rischia di tagliare settori, come quello edile, caratterizzati da interruzioni dei rapporti lavorativi e da periodi di disoccupazione.

Nodo contributi e attività per precoci quota 41 e pensioni anticipate social

In ragione dei molti nodi che ancora restano da sciogliere prima che il Governo Gentiloni possa emanare il decreto attuativo della riforma delle pensioni, i sindacati sono in trattativa per allargare i criteri di accesso alla pensione anticipata social e alla quota 41 dei precoci.

Oltre alla richiesta di parametri meno restrittivi relativi alla continuità dei contributi, ovvero dei sei anni non interrotti sui trentasei totali, saranno ancora da mettere a punto nel decreto le attività che rientreranno nelle agevolazioni. Al momento, infatti, sia per l'Ape social che per la quota 41 rientrano i contribuenti che svolgano attività gravose, ma solo per i precoci varranno anche i lavori notturni e le mansioni usuranti disciplinati dal Decreto legislativo numero 267 del 2011.