I tempi per l'avvio dell'anticipo pensionistico stringono ed il Governo si prepara a definire i decreti attuativi finalizzati a rendere operative le misure di flessibilità previdenziale decise con la Legge di Bilancio 2017. Un passaggio che non appare scontato perché le istruzioni serviranno anche a determinare quale sarà l'effettiva platea degli aventi diritto, stante che molte situazioni restano ancora connotate da elevata incertezza. "È vero che a ore verranno emanati i decreti da parte del Consiglio dei ministri, però vi sono alcuni aspetti, per noi significativi, che ancora non hanno trovato una risposta positiva" ha spiegato a tal proposito nella giornata di ieri il Segretario Generale Cgil Roberto Ghiselli, ribadendo le richieste avanzate dal sindacato in favore dei lavoratori precoci e di coloro che desiderano avere accesso all'Ape sociale.

Riforma pensioni: restano i nodi delle mansioni gravose e dei disoccupati con contratto a termine

Tra le maggiori aree di criticità vi sono due aspetti che attendono di essere definiti proprio all'interno dei Dpcm. Il primo riguarda le mansioni gravose ed in particolare la condizione che tali attività risultino svolte in via continuativa per almeno sei anni. Il vincolo appare ai sindacati eccessivamente rigido, tanto che si chiede un'apertura almeno in favore di chi negli ultimi anni ha avuto un periodo di disoccupazione o integrazione al salario. L'altro punto riguarda invece i disoccupati a seguito di un contratto a termine, visto che l'Ape sociale o la quota 41 risulterebbe accessibile solo per coloro che hanno subito un licenziamento, oppure nel caso in cui le dimissioni siano state date per giusta causa.

Anche in questo caso, rischierebbero di restare escluse alcune categorie di lavoratori in stato di disagio, come ad esempio chi ha trovato un lavoro a termine dopo un periodo di Naspi.

In via di definizione anche l'APE volontaria

Nel frattempo il Governo sta lavorando anche alla definizione degli accordi con banche e assicurazioni al fine di rendere disponibile l'Ape volontaria assieme a quella sociale il prossimo 1° maggio. Sulla base delle ultime indiscrezioni di stampa, i costi potrebbero salire leggermente rispetto alle stime precedenti, raggiungendo nei casi peggiori la soglia del 20% rispetto al valore dell'assegno. I dettagli definitivi saranno comunque resi disponibili tramite un apposito decreto attuativo, che indicherà le istruzioni di adesione ed anche quelle utili a finalizzare un'eventuale estinzione anticipata del prestito pensionistico.

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