Le ultime notizie sulle pensioni ad oggi, giovedì 23 marzo, sono relative ai testi dei decreti attuativi inerenti al pacchetto previdenza approvato con la Legge di Bilancio 2017: i sindacati sono in attesa di conoscerne i dettagli, così come si legge nel comunicato diffuso dalla Uil riguardante l'incontro con il Governo che si terrà in data odierna. L'incontro previsto per oggi dovrebbe essere l'ultimo, in teoria, prima dell'adozione definitiva dei provvedimenti riguardanti la flessibilità in uscita.

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Per quanto concerne l'Ape volontaria, probabilmente la questione più spinosa, servirà un ulteriore approfondimento visto che riguarderà da vicino gli istituti di credito e le assicurazioni.

Ora, invece, è più che mai urgente dare il via libera al cumulo contributivo gratuito, all'Ape sociale e alla pensione anticipata per i precoci.

Ape Sociale: l'incognita più grande è il rapporto numero domande-risorse

Per ciò che riguarda l'Ape Sociale, le stime del governo parlano di circa 35mila domande nel 2017 e di 20mila nel 2018: il decreto attuativo dovrà stabilire le procedure relative alle condizioni per l'accesso al beneficio della pensione anticipata oltre alla documentazione necessaria che il lavoratore sarà chiamato a presentare.

Le risorse riguardano un plafond di 300 milioni di euro e, nel caso in cui, dal monitoraggio delle domande che verranno presentate e accolte dovessero subentrare degli scostamenti da quanto preventivato, la decorrenza dell'indennità potrebbe subire uno slittamento in base ai criteri di priorità relativi ai requisiti previsti dal Dpcm oltre alla data di presentazione della domanda.

Pensioni, precoci: criterio 6 anni continuativi nelle attività gravose rischia di escludere interi settori come l'edilizia

Ancora più delicato il discorso relativo all'accesso pensionistico con 41 anni di contributi, senza tenere conto dell'età anagrafica del lavoratore, soprattutto perchè dovranno essere specificati i lavoratori che svolgono le cosiddette mansioni gravose che potrà accedere alla pensione con 41 anni di contributi (se prima del diciannovesimo anno di età, sussistono almeno dodici mesi di lavoro) oltre alla possibilità di chiedere l'Ape Sociale dai 63 anni di età (con almeno 36 anni di contributi) a patto che le attività in questione siano state svolte dal lavoratore in maniera continuativa da almeno 6 anni prima dell'accesso al pensionamento agevolato.

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Intanto oggi, giovedì 23 marzo, davanti a Montecitorio, si daranno appuntamento migliaia di lavoratori che manifesteranno per la rivendicazione dei propri diritti: 'Basta rubarci la nostra vita, 41 anni per tutti, senza se e senza ma'.

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