Iniziano a emergere i primi dettagli per quel che riguarda la cosiddetta fase transitoria per il nuovo sistema di reclutamento degli insegnanti. Dopo l'esame delle commissioni di Camera e Senato la V delega relativa a formazione e reclutamento inizia a diventare più chiara: ci sarà un ‘concorso light’, facilitato per i precari che si svolgerà in parallelo a quello ordinario e sparisce definitivamente il titolo abilitante. Una serie di disposizioni prevedono infatti l'inserimento di tutte le tipologie di insegnanti precari che attualmente sono nel limbo dei 36 mesi, nelle gare e in seconda fascia delle graduatorie.

Abilitazione addio, arriva il concorso-corso

La nuova fase transitoria si aprirà già dal prossimo settembre: dal prossimo anno con cadenza biennale verrà indetto un concorso che porterà i vincitori ad un percorso formativo spalmato in tre anni che precederà l’inserimento in ruolo. Viene così smantellato il vecchio sistema dei titoli abilitati che con la formula del concorso-corso formerà gli aspiranti insegnanti attraverso un percorso che prevede: un primo anno di formazione accademica, seguito da un secondo anno e terzo anno di esperienze in classe fino all'assunzione in ruolo su posti vacanti. I vincitori di concorso però non avranno automaticamente accesso alla cattedra: per tutto l’iter formativo infatti gli aspiranti docenti saranno sottoposti a valutazioni intermedie prima di poter espletare l'intero percorso fino all'assunzione in ruolo.

Il primo concorso dovrebbe essere avviato già nel 2018 e potranno prendervi parte neo-laureati (probabilmente con laurea magistrale) che abbiano ottenuto a un minimo di 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie didattiche. I candidati selezionati così verranno inseriti nel percorso formativo (che sarà retribuito) già a partire dal 2019.

La fase transitoria per gli insegnanti precari

Per quel che riguarda la fase transitoria vera e propria l'assorbimento dei docenti precari prevede un 50% di posti liberi esclusivamente dedicato agli iscritti in GaE, mentre per i cosiddetti “idonei fantasma” del concorso 2016 è stata prevista una deroga al famoso tetto del 10%. I precari con esperienza invece, cioè i docenti inseriti nella seconda fascia delle GI e i supplenti con 3 anni di servizio alle spalle, subiranno una sorte diversa: per i primi ci sarà una speciale graduatoria di merito su base regionale da cui approdare direttamente al terzo anno del nuovo meccanismo di reclutamento, per i secondi invece ci saranno delle “ speciali sezioni concorsuali loro riservate”, che si svolgeranno in parallelo con il concorso 2018 e che permetteranno l’accesso diretto al secondo anno.

Per diventare educatore di asilo nido basterà una semplice laurea triennale mentre sarà obbligatoria la laurea magistrale per chi vorrà insegnare alla scuola dell'infanzia. Per chi dalla scuola per l'infanzia volesse spostarsi sui miti ci sarà bisogno di acquisire ulteriori 60 crediti universitari.