La settimana appena conclusa ha visto il susseguirsi di particolari vicende che hanno riguardato direttamente il super concorsone degli aspiranti assistenti giudiziari. La prima notizia a giungere, è stata l'ordinanza cautelare emessa dalla sezione del Lavoro del tribunale ordinario di Firenze, datata 27 maggio 2017 che ha come conseguenza la sospensione del concorsone.

Ma perché è stata emessa l'ordinanza cautelare e da chi è stata promossa?

Il ricorso, accolto dal giudice toscano, è stato promosso da una cittadina albese di 30 anni, laureata in Italia e stabilita qui con un permesso di soggiorno a lungo termine.

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La suddetta, accusava il ministero, di aver attuato mediante l'estromissione degli stranieri dal concorso, una condotta palesemente discriminatoria. La risposta del ministero, dal canto suo, non è tardata ad arrivare. Il ministero della Giustizia ha infatti impugnato l'ordinanza cautelare, e dovrà dunque presentare le proprie ragioni, durante l'udienza stabilita per giorno 6 giugno.

I possibili scenari

Dinnanzi a questa situazione è possibile prospettare due diverse situazioni:

Nella prima, che si potrebbe prospettare nel caso in cui l'impugnazione venga accolta, potremmo assistere ad una soluzione di continuità del procedimento amministrativo; questo significa che il concorso continuerebbe nel suo naturale corso.

Da qui ne deriverebbe la pubblicazione della graduatoria ancora attesa dal 30 Maggio e del diario di prova per coloro i quali saranno ammessi alla prova selettiva.

Nella seconda situazione, verificabile se l'impugnazione venisse rigettata, potremmo assistere ad una mossa di autotutela dell'amministrazione che sancirebbe l'ammissione dei cittadini stranieri alle procedure concorsuali, in nome del principio di uguaglianza richiamate dal giudice del lavoro. Tutto ciò, ovviamente, avrebbe come conseguenza il dilatarsi dei tempi e l'aumento del già notevole numero di partecipanti al maxi concorsone.

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Quali sono le sorti del ricorso collettivo prospettato?

Una nota importante che i proponenti del ricorsone hanno interesse a precisare, è che questa circostanza è completamente estranea alle ragioni del ricorso collettivo, dunque non deve preoccupare tutti colori i quali avevano intenzione di partecipare al ricorso medesimo. Il ricorsone, infatti, fonda le sue ragioni su questioni meramente intraconcorsuali, ovvero su anomalie di trattamenti che hanno subito i concorsisti già ammessi al concorso, mentre quello che ha riguardato l'ordinanza del giudice del lavoro di Firenze sono questioni relative, si ricordi, all'ammissione al concorso.