Non accenna a placarsi il caos riguardante il tema della riforma Pensioni 2017 che, dopo le tanto discusse pensioni anticipate tramite Ape social e Quota 41, si ripropone al centro dell'attenzione grazie al pressing da parte dei sindacati nei confronti del Governo per la riapertura della seconda fase del confronto sulle pensioni. Dopo le dichiarazioni di Cesare Damiano proprio a riguardo, infatti, secondo quanto riportato da Pensionioggi.it, le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil avrebbero inviato una lettera alla presidenza del Consiglio e al ministro del Lavoro proprio per sollecitare alla ripresa dei lavori per la fase 2.

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Riforma pensioni: con la Fase 2 ritocco della riforma Fornero

Nella lettera, infatti, si legge come per i sindacati sia urgente affrontare le tematiche riguardanti l'aspettativa di vita, di cui ha parlato anche lo stesso Cesare Damiano, ma anche della flessibilità in uscita, delle pensioni per i giovani e dell'eliminazione delle differenze di genere che continuano a penalizzare le donne. Nel verbale dello scorso settembre è prevista un'ulteriore revisione della riforma Fornero da attuare proprio nel corso di quest'anno e prima della fine della legislatura, focalizzando l'attenzione sul sistema contributivo per i giovani che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995.

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Tornando a parlare di flessibilità in uscita, invece, all'interno del documento sono previsti interventi per favorirla all'interno del sistema contributivo, con una revisione dei requisiti minimi di importo per poter accedere alle pensioni anticipate, delle tutele sul lavoro di cura e per quanto riguarda il tanto discusso argomento della speranza di vita. Ecco perché i sindacati starebbero spingendo il Governo verso l'avvio della seconda fase che metterebbe al centro dell'attenzione tutte queste tematiche.

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Riforma pensioni, porre l'attenzione sui giovani

Ma ancor più importante per i sindacati sarebbe l'intervento per quanto riguarda i giovani con carriere professionali saltuarie che col passaggio al sistema contributivo hanno perso l'integrazione al trattamento minimo. Per la Uil sarebbe utile l'introduzione di un bonus di contribuzione figurativa, per la Cgil, invece, è necessaria una pensione di garanzia ipotesi. La cosa certa è che, qualunque sia la via che verrà intrapresa, è necessario correggere le anomalie presenti.

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