Le ultime novità sul fronte pensioni riguardano la riforma dell'Inps, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale con a capo Tito Boeri. A chiederla, nelle ultimissime ore, sono stati i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, che confermano la propria unità all'indomani dell'Attivo unitario della scorsa settimana, dove è stata confermata la posizione comune contro l'automatismo dell'età pensionabile legata all'aspettativa di vita. Torneremo poi sulle parole di ieri di Boeri in merito alla spesa anomala per le quattordicesime all'estero, durante il suo intervento in audizione alla Commissione Esteri della Camera di fronte al Comitato permanente sugli italiani nel mondo.

Riforma Inps: sindacati uniti

"Una riforma della governance al più presto". Il messaggio della dichiarazione congiunta di Roberto Ghiselli (Cgil), Maurizio Petriccioli (Cisl) e Domenico Proietti (Uil) è fin troppo chiaro. Dura la posizione in merito alle critiche ricevute: "Il tentativo di scaricare sul Civ dell'Inps responsabilità proprie dell'ente di gestione - si legge nella dichiarazione - è talmente incredibile che si commenta da sola". L'obiettivo finale della riforma dell'Istituto previdenziale è quello, secondo i sindacati di "mettere fine alla gestione monocratica del più grande ente previdenziale europeo", affinché non vi siano più quelli che vengono definiti disfunzioni e disservizi.

Ghiselli, Petriccioli e Proietti indicano la via maestra da seguire, parlando di "modello di gestione duale e separato". I tre dirigenti, a conclusione della loro dichiarazione congiunta, sottolineano come la riforma sia urgente e che vada fatta al più presto. Al momento non si registra ancora la replica da parte del presidente dell'Inps Tito Boeri, altro protagonista nel tema previdenziale durante la giornata di ieri.

Boeri e l'anomalia delle quattordicesime all'estero

Hanno fatto discutere ieri le parole di Tito Boeri, il quale si è scagliato contro il boom delle quattordicesime pagate ai pensionati fuori dall'Italia. Parlando di numeri, il numero uno dell'Inps ha sottolineato come nel 2017 ci sia stata un'impennata senza precedenti tra i residenti all'estero, pari al 131 per cento rispetto a dodici mesi prima.

Nel mirino l'intervento del governo, che ha ampliato la platea dei beneficiari della quattordicesima. Visione totalmente differente rispetto a quella del Governo e dello stesso Matteo Renzi, per i quali invece l'incremento della quattordicesima e la sua contemporanea estensione ad una platea di maggiori beneficiari è da considerarsi semplicemente un successo. Tornando alle dichiarazioni di Boeri, l'economista italiano e professore della Bocconi ha concluso il proprio intervento sottolineando come più di un terzo delle pensioni pagate a giugno 2017 ai residenti all'estero abbiano periodi di contribuzione in Italia inferiori ai 3 anni e ben l'83 per cento inferiori ai 10 anni.

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