Arriva finalmente la notizia che molti lettori della nostra rubrica "Parola ai Comitati" e della pagina Facebook "Riforma pensioni e lavoro" aspettavano da tempo. Il Premier Paolo Gentiloni ha infatti siglato il decreto attuativo riguardante l'APE volontaria. La firma era molto attesa dai lavoratori che finora erano rimasti esclusi dai primi due provvedimenti di flessibilità previsti all'interno della legge di bilancio 2017, ovvero dall'APE sociale e dalla Quota 41 destinata ai precoci. Con l'anticipo di mercato il lavoratore accetta di farsi carico del prestito ventennale (ancorché calmierato) necessario a fornire il reddito ponte che caratterizza l'operazione, a fronte però di requisiti di accesso meno stringenti.
Ma il provvedimento permetterà anche di dare il via libera alla versione aziendale della misura, nella quale sarà il datore di lavoro a farsi carico dei relativi costi. Mentre la certificazione dei requisiti da parte dell'Inps consentirà anche, su base volontaria e soggettiva, di ricorrere alla rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) per chi risulta iscritto ad un fondo pensione integrativo.
Il Presidente Gentiloni ha firmato il Dpcm sull’Ape volontaria https://t.co/hikE9Kn7L9 pic.twitter.com/ucETSOHnu7
— Palazzo_Chigi (@Palazzo_Chigi) 4 settembre 2017
Pensioni anticipate, come funziona l'APE volontaria
Il provvedimento appena firmato dal Premier Gentiloni consente l'uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, purché si possieda un futuro assegno Inps superiore ad 1,4 volte la pensione minima (circa 700 € al mese).
Il via libera è però vincolato alla verifica creditizia eseguita dalla banca scelta come intermediario tra gli istituti disponibili, che verificherà la solvibilità del richiedente. Il costo del prestito è stimato attorno al 3 - 3,5%, ma gli interessi saranno detraibili dalla dichiarazione dei redditi e le rivalutazioni successive all'inflazione potrebbero aiutare a sterilizzarne l'impatto nel tempo. Per quanto riguarda la potenziale platea degli aderenti, si stima un bacino d'utenza di circa 300mila persone nel solo 2017, mentre dovrebbero aggiungersene oltre 100mila nel 2018.
Anticipo di mercato: quali sono i prossimi passaggi per rendere il provvedimento operativo
La firma del Premier sul DPCM appare un passaggio fondamentale per rendere operativa la misura.
Adesso il provvedimento è destinato all'ultima verifica della Corte dei Conti, prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A quel punto servirà solo la circolare dell'Inps contenente le istruzioni operative. Nel frattempo verranno chiusi anche gli accordi con le associazioni bancarie e assicurative, che si integreranno nella piattaforma informatica appositamente predisposta assieme all'istituto di previdenza.
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