C'è veramente poco in materia previdenziale nella legge di Bilancio 2018 varata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri presieduto da Paolo Gentiloni: nessuna modifica alla legge Fornero e nessun intervento tra quelli proposti e promessi nell'ambito della cosiddetta fase due della riforma Pensioni. Ma vediamo quali sono le novità in arrivo che andranno ad affiancare le norme già varate con la manovra dell'anno scorso, tra le quali si attende ancora l'attivazione dell'Anticipo pensionistico volontario, che già è stato decretato ma che di fatto ancora non è partito.

Rendita integrativa temporanea anticipata

Con la legge di Bilancio 2018 approvata dal Cdm e che adesso dovrà passare al vaglio del Parlamento la Rendita integrativa temporanea anticipata, forse più conosciuta con l'acronimo Rita, è stata innanzitutto stabilizzata, quindi non si tratta più di una misura sperimentale, e in più è stata semplificata. Dopo il varo della manovra in Parlamento si dovrà attendere l'apposita circolare dell'Inps.

Ape a tempo determinato

Viene ampliata per l'anno 2018 la platea dei lavoratori che potranno beneficiare dell'Ape a tempo determinato.

L'indennità in pratica - come si apprende da un comunicato stampa di Palazzo Chigi - viene estesa in caso di scadenza di contratti a tempo determinato. Ma ci sono delle condizioni: nei tre anni precedenti la conclusione del rapporto di lavoro i lavoratori dovranno documentare un periodo di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi. Con questa misura, dunque, altri lavoratori potranno chiedere l'accesso all'Anticipo pensionistico sociale.

Ape sociale donna

Novità in arrivo anche per quanto riguarda l'Anticipo pensionistico sociale donna. Questa soluzione previdenziale, inserita con la legge di Bilancio 2017 in via sperimentale così come la formula Opzione donna, per le lavoratrici, in particolari situazioni, che abbiano raggiunto un'età di almeno 63 anni e che non percepiscano già assegni previdenziali diretti, consente di anticipare l'uscita dal lavoro con un'indennità sino al raggiungimento dei requisiti anagrafici previsti dalla legge Fornero per la pensione di anzianità.

La nuova norma inserita dalla legge di Bilancio varata dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi prevede di estendere per l'anno prossimo la platea delle beneficiarie abbassando i requisiti contributivi richiesti alle lavoratrici con figli. L'abbassamento dell'anzianità contributiva richiesta corrisponde a sei mesi per ogni figlio sino a un massimo di due anni.

Sindacati sul piede di guerra

I sindacati restano sul piede di guerra, pronti alla mobilitazione unitaria e allo sciopero generale se non dovessero arrivare novità durante l'esame parlamentare della manovra.

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I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno già chiesto un incontro urgente al premier Gentiloni, nel tentativo di convincerlo a fermare, o quantomeno a rinviare come propongono i presidenti delle commissione Lavoro di Montecitorio e Palazzo Madama, l'aumento dell'età pensionabile che arriverà a 67 anni nel 2019.

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