Qualche mese fa davamo conto su questo sito di diverse migliaia di lettere di richiesta di rimborso da parte dell' Inps per dei versamenti erroneamente fatti dall'istituto previdenziale ad altrettanti pensionati. A seguito del ricevimento di tali missive il Codacons aveva proposto ricorso davanti al Tribunale di Roma promosso ai sensi dell'articolo 140 del Dlgs 206/2005 che disciplina la class action, cioè l'azione collettiva da parte dei consumatori contro un ente o altro soggetto pubblico o privato.
Le motivazioni della sentenza del Tribunale di Roma
Secondo quanto dedotto nelle motivazioni della sentenza, i giudici ritengono che l'associazione dei consumatori non sarebbe stata legittimata ad agire. Infatti, secondo l'Autorità giudiziaria, il rapporto tra i pensionati e l'Inps non può essere riconducibile ad un interesse collettivo, tutelato dalla norma, ma non estensibile alla totalità dei consumatori o degli utenti. In pratica, la norma non sarebbe applicabile nel caso specifico perché l'interesse leso, se degli indebiti ci sono stati, riguarda solo alcuni pensionati e non la totalità degli stessi.
Inoltre, continua il Tribunale di Roma i rimborsi potrebbero essere originati per diverse tipologie di servizi erogati dall'ente previdenziale e, in svariati casi, non sono attribuibili ad errori da parte dell'Ente.
Infine, le procedure di rimborso sono messe in atto dall'Inps in base a specifiche disposizioni di legge. Quindi, un eventuale accoglimento del ricorso del Codacons si porrebbe in contrasto con tutte queste disposizioni, cosa che, ovviamente, non può essere ammessa. A precisazione di quanto detto il Tribunale ricorda che la maggior parte degli indebiti deriva da prestazioni erogate in funzione del reddito calcolato sulla base dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti la prestazione, successivamente alla quale l'Inps può effettuare dei conguagli, che possono essere a debito o a credto.
Le conseguenze della decisione
Con il provvedimento n°26718/2017, che l'Inps ha immediatamente reso noto con un comunicato riprodotto sul proprio sito istituzionale, il Tribunale di Roma ha confermato il corretto operato dell'Ente previdenziale.
Di conseguenza, i pensionati che avessero atteso il responso dell'Autorità giudiziaria sono ora tenuti ad effettuare il pagamento. Eventualmente, possono scegliere se l'ente previdenziale dovrà effettuare delle trattenute sull'assegno pensionistico, oppure possono scegliere di effettuare il versamento direttamente in unica soluzione. Comunque, l'Inps dovrebbe comunicare preventivamente al soggetto tenuto al pagamento queste due possibilità.