Da una parte il Governo Conte pronto ad intervenire sulle pensioni tagliando innanzitutto gli assegni d’oro in favore dell'aumento di quelle minime prima di mettere mano alla legge Fornero e di attuare le misure previste dal contratto di programma stipulato tra il Movimento 5 stelle e la Lega, quindi la proroga del regime sperimentale di Opzione donna, l’istituzione della quota 100 per tutti e della quota 41 per i lavoratori precoci. Dall’altra parte la Corte dei Conti secondo la quale “non ci sono spazi” per modificare la riforma previdenziale varata nel 2011 dal Governo Monti con il sostegno della maggioranza parlamentare di larghe intese che andava da Forza Italia al Partito democratico.
Pensioni, la Corte dei conti avverte: ‘Importante non creare altro debito previdenziale’
A meno di una rivisitazione generale del sistema pensionistico, “l’insieme delle evidenze” oggi a disposizione e in particolar modo le previsioni di lungo termine inducono a considerare “stretti se non del tutto esauriti – secondo la Corte dei Conti - gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi” della riforma pensionistica varata sette anni fa anche per salvaguardare le finanze pubbliche in un periodo economico particolarmente difficile per l’Italia. Si potrà modificare l’attuale normativa previdenziale solo se si metterà in campo, secondo i giunti contabili, “un ripensamento complessivo” del sistema previdenziale.
E’ questo, in sintesi, il messaggio che sulla riforma pensioni lancia la Corte dei Conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica illustrato ieri a Montecitorio. I giudici contabili ritengono di fondamentale importanza non generare altro debito previdenziale e sottolineano che, soprattutto sul fronte pensionistico, le politiche che si mettono in campo oggi influenzeranno inevitabilmente la spesa pubblica in futuro.
I giudici contabili non vedono spazi di manovra per modificare la riforma pensioni Fornero
Mercoledì e giovedì scorsi, anche di riforma pensioni oltre che del decreto dignità e di altre misure, ha parlato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio illustrando il programma generale dei suoi due dicasteri.
Il vicepremier penta stallato ha riconfermato l’impegno del governo gialloverde sulle modifiche alla riforma Fornero, su quota 100 e su quota 41 per i lavoratori precoci ma non si è sbilanciato più di tanto sulla proroga di Opzione donna per la pensione anticipata delle lavoratrici. Fra le certezze il taglio delle pensioni sopra i 4mila euro netti mensili per favorire l’innalzamento degli assegni minimi. Di Maio ha annunciato oggi la presentazione di un disegno di legge per la prossima settimana. In realtà, lo aveva anche annunciato la settimana scorsa, ma il ddl, di fatto, non è ancora arrivato; l’esecutivo sta facendo i conti con l’Inps, la prossima settimana si dovrebbero conoscere tutti i dettagli del ddl Di Maio.