La famosa quota 100 potrebbe non solo non essere la soluzione dei problemi pensionistici attuali, ma addirittura potrebbe danneggiare seriamente alcune categorie di lavoratori soprattutto se, come sembra, sarà accompagnata dalla revoca dell'anticipo pensionistico come anticipato da Alberto Brambilla, esperto di previdenza e assistenza sociale della Lega e consigliere del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Lo stesso Brambilla è stato promotore, alcuni giorni fa, di un progetto per detassare le pensioni per chi intende trasferirsi al Sud Italia.

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Lo studio della UIL sottolinea una serie di effetti controversi che l'introduzione della quota 100 provocherebbe sui lavoratori attualmente in possesso dei requisiti per ottenere l'Ape sociale. Ricordiamo che l'Ape sociale (anticipo pensionistico) è un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in possesso di determinate condizioni previste dalla legge, che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

Quali sono le categorie danneggiate

Alcuni esempi dello studio: un lavoratore di 63 anni, disoccupato, se ha almeno 30 anni di contributi maturati, potrebbe oggi accedere all'anticipo pensionistico.

Con l'introduzione della quota 100 e la cancellazione dell'Ape sociale, questo pensionato rimarrebbe senza tutele fino al raggiungimento dei 67 anni di età.

Anche un lavoratore disabile o che assiste un famigliare con disabilità e che oggi avrebbe diritto all'anticipo pensionistico al raggiungimento dei 63 anni di età (con 30 di contributi), con la quota 100 sarà costretto a lavorare ancora 3 anni e 6 mesi prima di poter accedere alla pensione di vecchiaia.

Un lavoratore che ha svolto un "lavoro gravoso" dovrà lavorare un anno in più per accedere alla pensione rispetto alle regole attuali.

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Infine anche le lavoratrici madri, in caso di introduzione della quota 100, vedrebbero più "conveniente" aspettare i 67 anni di età invece che chiedere l'Ape sociale anticipata di due anni.

L'allarme della UIL al governo

Per questa serie di motivi, l'obiettivo del sindacato UIL è di scongiurare l'abolizione dell'attuale regolamento dell'anticipo pensionistico che tutela particolari categorie di lavoratori che vedrebbero così peggiorare la propria situazione. l'UIL auspica che l'introduzione della quota 100 sia parallela e non sostitutiva dell'Ape sociale, al fine di non penalizzare soprattutto le donne e le regioni più deboli del nostro paese.