Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 14 settembre 2018 vedono emergere i dubbi dei sindacati sulla nuova quota 100 a partire dai 62 anni [VIDEO] di età ed in particolare sui tanti lavoratori in età avanzata che non riuscirebbero ad usufruire della misura. Sarebbero infatti molti i casi di coloro che vivono situazioni di disagio e che rischiano di restare comunque esclusi dal provvedimento, ad esempio per la mancata maturazione dell'anzianità anagrafica. Nel frattempo anche dai Comitati si evidenziano i rischi di penalizzazione, come nel caso del mancato riconoscimento dei lavori di cura.

Ghiselli (Cgil): aprire confronto, le questioni previdenziali sono urgenti

La Cgil ricorda l'urgenza di aprire un confronto sulle questioni previdenziali tra esecutivo e sindacati, riunitisi in piattaforma unitaria.

A ribadirlo è il Segretario confederale Roberto Ghiselli, che ha commentato le ultime dichiarazioni sulla pensione anticipata dai 62 anni di età come "una cosa positiva. Ma questo tema non esaurisce le istanze previdenziali da affrontare con urgenza, perché quota 100 riguarda una parte limitata del mondo del lavoro". Il sindacalista evidenzia quindi il rischio di risultare tagliati fuori per molti lavoratori che vivono situazioni difficili o di disagio, "non essendo in grado di raggiungere livelli di contribuzione" adeguati. Un problema che potrebbe perfino acuirsi nel caso in cui terminasse l'APE sociale [VIDEO]. Resta poi da risolvere anche il tema dei lavoratori esodati, la proroga dell'opzione donna e la vicenda della quota 41 per i lavoratori precoci. Provvedimenti sui quali dal Governo si attendono ancora i dettagli.

Furlan (Cisl): sulla quota 100 da 62 anni serve un confronto

Dalla Cisl arriva una nuova richiesta di confronto con l'esecutivo in merito alle nuove ipotesi di riforma del sistema previdenziale ed al prossimo avvio delle discussioni riguardanti la legge di bilancio 2019. Secondo la Segretaria Generale Annamaria Furlan, le ipotesi allo studio sul superamento della legge Fornero attraverso la quota 100 dai 62 anni e la quota 42,5 (di anzianità contributiva) per i lavoratori precoci rappresentano un'ottima base di partenza per l'avvio di una discussione, ma i tempi per avviare un confronto costruttivo stringono. Così, se da un lato si conferma l'interesse per le ultime novità, dall'altro si esprime preoccupazione sulla mancanza di un confronto. "Spero non ci sia un altro governo che metta mano alla previdenza senza confronto con i sindacati, la previdenza è fondamentale per il futuro delle persone" ha quindi evidenziato la sindacalista, ricordando di avere sinora incontrato solo il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

"Il premier non l'abbiamo mai incontrato e spero che la finanziaria sia l'occasione per incontrarlo e discutere", ha concluso Furlan.

Proietti (Uil): sulla flessibilità delle pensioni sorprende la mancata convocazione

Anche dalla Uil si esprime preoccupazione per l'atteggiamento adottato dal Governo rispetto al confronto con i sindacati. "È sinceramente sorprendente che il ministro del Lavoro, dopo oltre un mese e mezzo, non abbia ancora risposto alla richiesta di incontro di Uil, Cisl e Cgil sui temi previdenziali" ha evidenziato il Segretario confederale Domenico Proietti. Secondo il sindacalista, "gli annunci e i contro annunci di queste settimane sulle pensioni hanno il solo effetto di disorientare i lavoratori e le lavoratrici", tanto più che fino alla scorsa legislatura era in corso un'azione di cambiamento della legge Fornero basata sul confronto con l'esecutivo. D'altra parte, da parte delle tre sigle sono presenti da tempo delle proposte finalizzate a garantire la flessibilità in uscita dal lavoro dai 62 anni, oltre che a garantire "pensioni adeguate ai giovani, a superare le disparità di genere, a valorizzare il lavoro di cura ai fini previdenziali, a prorogare opzione donna ed a chiudere definitivamente le salvaguardie degli esodati".

Armiliato (Cods): sulla nuova ipotesi di Q100 le donne rischiano di pagare il prezzo più alto

Dal Comitato Opzione Donna Social si mette in evidenza il rischio insito nell'avviare la flessibilità previdenziale concentrandosi sulla nuova quota 100 a partire dai 62 anni di età. Sarebbero infatti ancora una volta le donne a rischiare di risultare penalizzate dall'opzione, spiega Orietta Armiliato. "La maternità ad esempio matura contributi figurativi che stando a quanto i tecnici stanno proponendo non conterebbero, mentre i 38 anni di versamenti necessari per accedere, data la discontinuità lavorativa cui da sempre le donne sono assoggettate" risulterebbero troppo onerosi. Secondo l'amministratrice del CODS, bisognerebbe anche ricordare che manca il riconoscimento del lavoro di cura di cui si sobbarcano le donne. Un ulteriore segnale della mancanza di equità nel sistema previdenziale e della insufficiente attenzione al riguardo ella problematica.

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