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Si continua a parlare di Quota 100 come della principale novità della riforma Pensioni che il governo Lega-M5s vuole implementare per il superamento della Legge Fornero: a tal proposito ha parlato ancora una volta Matteo Salvini, vice premier nonché ministro degli Interni, che davanti le telecamere di Porta a Porta ha detto chiaramente di aver chiesto di inserire nella Legge di Stabilità 2019, ora allo studio dell’esecutivo, la Quota 100 per tutti e accessibile a partire dai 62 anni di età.

Questa affermazione del leader leghista spiazza positivamente gli interessati, almeno in parte, e negativamente molti dei tecnici al lavoro sulle novità previdenziali, alcuni degli alleati ma anche dei ministri (in particolare Tria) perché fino ad ora le ipotesi più fattibili, ovviamente per questioni contabili, sono sempre state per una Quota 100 accessibile dai 64 anni di età, ovvero tre anni prima dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia [VIDEO]: con l’accesso possibile cinque anni prima il costo della manovra salirebbe parecchio e impatterebbe sui conti pubblici fortemente.

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Inoltre, come riporta il Corriere della Sera, pare alquanto probabile che le intenzioni di Salvini siano di continuare a smantellare o per lo meno modificare pesantemente la Legge Fornero nei cinque anni di legislatura, arrivando per il 2021 alla Quota 100 con 60 anni di età.

Pensioni, Salvini: Quota 100 a 62 anni dal 2019

Le parole di Salvini a Porta a Porta di martedì 11 settembre a proposito di quello che ha definito “inizio dello smontaggio della Fornero” sono state chiare e nette: 64 anni di età (e dunque 36 anni di contributi) è un limite di accesso anagrafico troppo elevato, dunque “io ho chiesto al massimo 62”. Un sostanzioso passo in avanti dal punto di vista di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai da mesi, ovvero da quando il governo penta-leghista ha iniziato il suo percorso, stanno seguendo quotidianamente i dibattiti sulla riforma pensioni e attendono con ansia le novità che verranno inserite nella Legge di Stabilità 2019, come ormai pare sicuro.

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Le critiche a questa impostazione che Salvini dice di aver chiesto esplicitamente come base per le novità previdenziali dell’anno a venire [VIDEO] sono chiaramente di ordine finanziario in primis, visto che i costi per lo Stato sono destinati ad essere maggiori rispetto a una Quota 100 accessibile dai 64 anni di età. Va tuttavia specificato che nulla ha detto Salvini a proposito del probabile ricalcolo della pensione col sistema contributivo, cosa che comunque abbasserebbe l’importo dell’assegno con conseguente costo minore per la previdenza pubblica. Inoltre Alberto Brambilla, esponente leghista e tra i principali esperti di questioni previdenziali, giusto pochi giorni fa ha dichiarato in una intervista a Panorama che la Quota 100, per lui, deve essere con accesso a 64 anni e 36 di contribuiti per non gravare sulle casse statali, dicendo inoltre che non è affatto sicuro che mandare in pensione prima consenta davvero un aumento dell’occupazione giovanile.

L'obiettivo della Lega è ancora quello di smontare la Legge Fornero

Insomma, siamo ancora allo studio della manovra e per ora c’è solo un accenno di impostazione generale, tutto da confermare.

Ma l’intento leghista è chiaro e a quanto pare in linea con quanto affermato in campagna elettorale, almeno a parole: smontare la Legge Fornero e rivedere i parametri di accesso alla pensione. A tal proposito il Corriere della Sera riporta che i piani a lungo termine sono quelli di giungere alla possibilità di Quota 100 perfetta, ovvero accessibile con 60 anni di età e 40 di contributi, per il 2021.