In pensione anticipata a 62 anni con la quota 100 per poi abbassare, progressivamente, l'età di uscita e arrivare alla quota perfetta, quella dei 60 anni, entro il 2021. E' questa l'intenzione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ribadita anche nella puntata di ieri di "Porta a Porta", per smontare definitivamente la riforma delle Pensioni di Elsa Fornero. E le novità non si fermerebbero alla sola quota 100: infatti, il leader della Lega non dimenticherebbe i lavoratori precoci e la promessa quota 41 per tutti (che, in realtà, diventerebbe quota 41,5 per l'adeguamento dei requisiti contributivi proprio al meccanismo della speranza di vita della riforma Fornero), dando maggiori possibilità di lavoro ai giovani.

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Pensioni anticipate con quota 100: Salvini anticipa uscita a 62 anni nel 2019

Infatti, proprio negli studi di "Porta a Porta", Matteo Salvini ha fatto l'esempio di uscita con la pensione anticipata a quota 100 dal 2019 dei lavoratori con più di sessant'anni. Rispondendo alla domanda di Bruno Vespa il ministro dell'Interno ha auspicato che dal 2019 un lavoratore di 62 anni possa andare in pensione in presenza di 38 anni di contributi. "In questo modo - ha affermato Salvini - come mi chiedono gli imprenditori, al posto del futuro pensionato sarà possibile assumere altri due giovani".

Il ritorno in termini lavorativi della quota 100 si riflette anche sulla riduzione delle tasse dato che, probabilmente, non sarà possibile attuare la quota 100 integrale, già dai 60 anni, nella prossima legge di Bilancio. E, pertanto, si punterà a ridurre il carico fiscale delle persone fisiche con l'abbassamento di un punto percentuale (dal 23 al 22 per cento) dell'Irpef del primo scaglione di reddito. In ogni modo, la riforma delle pensioni anticipate targata Lega e Movimento 5 Stelle verrà iscritta nel bilancio statale con un costo di circa 8 miliardi di euro, una cifra che dovrebbe concorrere, insieme alla riduzione del carico fiscale e al reddito di cittadinanza, alla spesa complessiva dei 17 miliardi di euro preventivati per le tre misure.

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Pensioni anticipate, vecchiaia e precoci quota 41: adeguamenti dal 2019 e convenienza quota 100

Ma la riduzione della pensione anticipata a quota 100 dai 64 anni minimi preventivati fino a ieri ai 62 anni ipotizzati da Matteo Salvini, altro non sarebbe che un percorso di eliminazione progressivo della riforma delle pensioni di Elsa Fornero. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, infatti, si punterebbe ad abbassare ulteriormente l'età di uscita a 60 anni a partire dal 2021, requisito quest'ultimo che andrebbe incontro anche ai lavoratori precoci.

Chi ha iniziato a lavorare ben prima dei 20 anni di età, potrebbe trovare convenienza ad uscire a 60 anni anziché attendere il traguardo degli oltre 41 anni di contributi della quota. Il margine tra età e contributi è sottile, stando anche ai recenti risultati della Ragioneria dello Stato secondo la quale l'età di uscita delle pensioni di vecchiaia, della pensione anticipata e, di conseguenza, anche della quota 41 dei precoci dovrebbe rimanere bloccata dal 2019 al 2022.

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Infatti, dopo l'adeguamento che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio (età della pensione di vecchiaia a 67 anni, pensione anticipata a 43 anni e 3 mesi di contributi, quota 41 dei precoci con 41 anni e 5 mesi), si dovrebbe saltare lo scalino del 2021/2022 (che prevedeva ulteriori 3 mesi di aumento), per giungere direttamente al biennio successivo (2023/2024) con l'adeguamento trimestrale.

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