La manovra pensioni ha suscitato molte polemiche, in particolare modo sul contenuto del Def (Documento di Economia e Finanza) che fa riferimento all'abolizione della legge Fornero e all'introduzione di quota 100. Sorgono però delle preoccupazioni poiché, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, non è chiaro se quota 100 sarà definitiva o riservata ad una platea ristretta di lavoratori. Il dubbio sorge poiché il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, prima ha parlato di “misure temporanee” e poi ha assicurato che il governo metterà in campo “risorse permanenti”.

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) chiede all’Italia di preservare la Fornero, anzi suggerisce di attuarne altre per il progressivo miglioramento della nostra economia.

Pensioni: nel Def giudizio positivo per legge Fornero

Una parte del contenuto del Def stride con quanto da sempre affermato da Matteo Salvini. Secondo quanto riportato nel Sole 24 Ore all'interno del testo della Nota di aggiornamento del Def – precisamente a pagina 61- è possibile leggere le seguenti righe sulla legge Fornero: 'Si fa riferimento, in particolare, all'applicazione del regime contributivo (legge n.

335/1995) e alle nuove regole introdotte con la Legge n. 214/2011 che elevando i requisiti d'accesso per il pensionamento di vecchiaia ed anticipato, ha migliorato in modo significativo la sostenibilità del sistema pensionistico nel medio-lungo periodo, garantendo una maggiore equità tra le generazioni'. Non è del tutto chiaro come una riforma a lungo criticata possa trovare nel documento di bilancio un giudizio così positivo che contrasta con quanto da sempre affermato dal leader del Carroccio. Quest'ultimo ha sempre affermato la sua volontà di eliminare la legge Fornero e di voler attuare quota 100.

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Pensioni M5S

Boeri e Upb contrari alla manovra pensioni

La manovra Pensioni è stata definita dall'ufficio parlamentare di bilancio troppo onerosa e le previsioni di bilancio presentate risultano essere troppo ottimistiche; particolare preoccupazione sorge per il mancato rispetto delle regole europee. Sono state lodate le riforme sul sistema pensionistico attuate negli anni, che hanno permesso di gestire tale spesa avendo a disposizione coperture adeguate a dispetto del progressivo aumento della popolazione anziana in Italia.

Attuare una diversa riforma potrebbe influire negativamente sulla nostra economia, anche perché le coperture finanziarie, secondo quanto affermato da Tito Boeri e riportato nel Sole 24 Ore, potrebbero gravare di oltre 100 miliardi sulle generazioni più giovani di lavoratori. Attuare quota 100, assieme allo stop all'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, porterà ad un incremento del debito pensionistico che potrebbe essere non poco penalizzante per i giovani e per le lavoratrici.

Sarebbe difficile per questa categoria, infatti, raggiungere i requisiti previsti dal meccanismo di quota 100 visto che hanno carriere contributive discontinue e che molte lavoratrici, optando per il regime sperimentale donna, dovranno fare i conti con una riduzione dell'assegno previdenziale dovuta al ricalcolo secondo il metodo contributivo.

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