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Luigi Di Maio ed il Governo Conte non hanno alcuna intenzione di arretrare. La prima reazione del Ministro del Lavoro, dopo la lettera di rimprovero dell'Ue all'Italia, è piuttosto piccato. Il leader pentastellato ha puntualizzato che si era a conoscenza del fatto che la nota di aggiornamento del Def potesse suscitare malumori a Bruxelles ma, allo stesso tempo, ha espresso la volontà di arretrare. A ciò si aggiunge l'intenzione palesata di avvicinare il mondo del lavoro italiano ad un modello più vicino alle sue idee attraverso l'abolizione di quelle che sono duecentoquaranta leggi attualmente in vigore.

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La risposta arriva dopo la lettera arrivata da Buxelles: 'Non arretriamo'

La necessità di finanziare misure come la Flat Tax, il Reddito di Cittadinanza e la pace fiscale ha indotto il Governo Italiano ad innalzare il limite del debito pubblico fino al 2,4%. Un dato che, al momento, riscontra il parere negativo dell'Europa che ha scritto all'Italia, mettendo in rilievo tutte le negatività riscontrate. Una sorta di rimprovero che, però, al momento non sembra indurre alcun tipo di ripensamento o rivisitazione dei concetti portati avanti dal Governo di Lega e Movimento Cinque Stelle. In tal senso è stato particolarmente fermo sulle proprie posizioni Luigi Di Maio che ha ribadito la poca volontà di arretrare, anche rispetto alle criticità riscontrate da Bruxelles.

Parole che, in un certo senso, suonano come una sfida e che sembrano appartenere più alla "salviniana" maniera: 'La lettera ricevuta dal Ministro Tria sul Def? Sapevamo che a Bruxelles non piacesse la manovra, adesso inizierà una fase di interlocuzione. Sia chiaro, però, che questo Governo non arretra e non esiste alcun Piano B. Ne possiamo discutere, ma deve essere chiaro che non torniamo indietro". Adesso occorrerà capire quale sarà la risposta dell'Europa, ricordando come lo stesso ministro Tria aveva parlato di "regole da rispettare".

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Di Maio vuole abolire 240 leggi sul Lavoro

Di Maio non ci sta a far passare il messaggio che questo governo "se messo alle strette, arretra". "Arretrare - spiega il ministro - significa tradire i cittadini italiani". Il Ministro del Lavoro evidenzia come non esista alcuna intenzione di mettere da parte propositi come quelli di arrivare al superamento della Legge Fornero sulle pensioni o di abbassare le tasse alle imprese. L'idea è quella di concordare le coperture con Bruxelles o spiegare meglio gli investimenti in deficit, ma il Governo Conte non ha intenzione di indietreggiare.

I piani B sarebbero solo "invenzioni". Di Maio, a margine della sua partecipazione al Villaggio Coldiretti al Circo Massimo di Roma, ha palesato l'intenzione di semplificare il codice normativo relativo al lavoro, abolendo 240 leggi e riducendo il tutto a regole più snelle e di facile interpretazione.