Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 27 novembre 2018 vedono arrivare nuovi aggiornamenti sulla quota 100 e sul reddito di cittadinanza da una nota scritta rilasciata dal governo a seguito del vertice tenutosi nella serata di ieri. Nel frattempo dai due vicepremier emerge il giudizio di un riscontro positivo dalla trattativa in corso con Bruxelles.

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Infine, arrivano alcune prese di posizione interessanti anche dai tecnici in merito alla flessibilità pensionistica ed alla tenuta della previdenza integrativa.

Quota 100 e reddito di cittadinanza confermati nel nuovo vertice di governo

Nella serata di ieri si è tenuto un nuovo vertice di governo, dal quale è emersa una nota scritta a conferma degli obiettivi di riforma del welfare e della previdenza già previsti nel contratto gialloverde con gli italiani.

Pensioni flessibili e LdB 2019, nuova conferma scritta del governo su Quota 100 e reddito di cittadinanza
Pensioni flessibili e LdB 2019, nuova conferma scritta del governo su Quota 100 e reddito di cittadinanza

All'interno si può leggere infatti che risultano "confermati gli obiettivi già fissati, in particolare sulle pensioni, sul reddito di cittadinanza e sulla tutela del risparmio". Mentre, in merito ad un possibile intervento di modifica sulla Manovra, si afferma che "non è una questione di decimali, obiettivo del governo è rilanciare la crescita e lo sviluppo". La nota risulta firmata congiuntamente sia dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

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Da fonti governative si apprende invece che il prossimo vertice si terrà una volta che si disporrà della relazione tecnica prodotta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, visto che le eventuali rimodulazioni delle misure potranno essere discusse con cognizione solo quanto il quadro d'insieme disporrà di una "valutazione tecnica attenta".

Salvini (Lega): dalla trattativa con l'UE un feedback positivo

Dopo l'ultimo confronto tra esecutivo italiano e tecnici europei, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha fatto il punto della situazione parlando di un riscontro positivo rispetto alla trattativa in corso sulla legge di bilancio 2019.

Sulla questione però l'esponente leghista non ha voluto parlare di numeri, stante che quest'ultimi restano al centro della trattativa rispetto al rischio di una procedura d'infrazione per mancato calo del debito. "Abbiamo un feedback positivo da Bruxelles, ma non entro nel merito dei numeri", ha quindi evidenziato, dimostrandosi in linea con quanto già espresso anche dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Prodi: sulle pensioni serve dare flessibilità, ma se si vive più a lungo bisogna andare più tardi

In merito all'attuale funzionamento del comparto previdenziale è tornato ad esprimersi anche l'ex presidente della Commissione UE Romano Prodi, spiegando durante un'intervista concessa per Radio Capital che "la legge Fornero aveva purtroppo una grande verità: se si vive più a lungo, bisogna andare in pensione più tardi.

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È una legge di nostro Signore, non una legge fatta da un altro governo". Prodi sottolinea che la Manovra del 2011 "aveva anche alcuni errori e incongruenze e io avrei corretto quelli" ma "la via giusta è capire che la vita è più lunga e bisogna dare flessibilità al sistema delle pensioni: incentivi, disincentivi, prevedere il metà tempo introducendo nel mercato del lavoro gli aspetti di flessibilità e personalizzazione. È la pensione che deve adattarsi alla vita, non il contrario", ha quindi concluso.

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I rischi dell'instabilità finanziaria per i fondi pensione

Nel frattempo il braccio di ferro dell'Italia con Bruxelles e con i mercati internazionali sta provocando delle tensioni anche sul comparto della previdenza privata. È quanto emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria di novembre pubblicato dalla Banca d'Italia, nel quale si evidenziano i rischi dovuti alla bassa crescita e all'alto debito pubblico. Una situazione che avrebbe provocato turbolenze sull'economia e sullo spread dei nostri titoli di debito, bruciando 145 miliardi di euro ed alla quale sembrano particolarmente esposti i comparti assicurativi e della previdenza complementare, visto l'elevata quota di Titoli di Stato detenuti in portafoglio. Fortunatamente al momento la situazione resta ancora piuttosto stabile: la Covip ha spiegato che per i fondi pensione le perdite restano molto contenute anche grazie alla diversificazione degli strumenti d'investimento. Resta però il fatto che la situazione di tensione certamente non risulta favorevole per il comparto.

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