Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 10 novembre 2018 vedono emergere i commenti dei principali sindacati in merito alla quota 100 ed al reddito di cittadinanza. Cgil, Cisl e Uil sono infatti comparse davanti alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato per esprimere la propria posizione sull'avvio della flessibilità previdenziale e del reddito di cittadinanza all'interno della prossima Manovra 2019.

La Cgil sulla Manovra: aprire sul fronte della flessibilità

La Segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi è intervenuta in Parlamento durante un'audizione per le commissioni bilancio riunite delle due aule, spiegando la posizione del sindacato in merito al comparto previdenziale.

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Dalle parti sociali si chiede di aprire alla flessibilità, un tema sul quale la Cgil si è sempre dimostrata attenta, ma ricorda la necessità di intervenire in particolar modo per chi vive situazioni di disagio, come nel caso di chi ha svolto lavori usuranti o di coloro che incorrono in buchi contributivi a causa della precarietà. "Sul tema poniamo una serie di questioni come la pensione di garanzia per i giovani che si trovano ad affrontare un percorso lavorativo con tanti vuoti contributivi o come i lavori usuranti" ha evidenziato la sindacalista, ricordando che questi "sono solo alcuni dei temi su cui e' necessario ora intervenire".

UIL: quota 100 punto di partenza, preoccupano risorse per il reddito di cittadinanza

Dalla Uil emerge la preoccupazione per l'insufficienza delle risorse indirizzate alla creazione di un fondo per l'avvio del reddito di cittadinanza. Ad affermarlo è la Segretaria confederale Ivana Veronese, intervenuta in audizione presso il Parlamento. Secondo la sindacalista, il pensionamento anticipato tramite la quota 100 rappresenta una base di partenza per aprire un dialogo con l'esecutivo in merito al tema previdenziale, "ma non può essere esaustiva e non può andare a scapito delle categorie meritevoli di tutela individuate per usufruire dell'APE Social, gli usuranti, le donne".

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In aggiunta a queste considerazioni, la rappresentante dei lavoratori ricorda anche il rischio di trovarsi avanti all'ennesima "differenziazione tra dipendenti pubblici e privati per quel che attiene le finestre di accesso al beneficio ed un ulteriore rinvio della erogazione del TFS, che già oggi si riceve dopo due anni dal pensionamento e per il quale chiediamo vengano applicate le stesse modalità di erogazione del settore privato".

Cisl: le platee di pensioni e RdC ridotte dall'ISEE

Anche la Cisl esprime la propria preoccupazione riguardo le prossime riforme previdenziali e di welfare in avvio con la legge di bilancio 2019.

Secondo il Segretario Confederale Ignazio Ganga, il ricorso allo strumento dell'ISEE potrebbe produrre una riduzione sensibile delle platee di chi potrà usufruire delle pensioni e del reddito di cittadinanza. Il sindacalista ha quindi espresso la propria perplessità davanti alle Commissioni bilancio riunite, ricordando che "se si dà per scontato che almeno i 2,2 miliardi circa oggi erogati ai beneficiari del ReI continuino ad essere dati a questi percettori e tolto il miliardo annuo da destinare ai Centri per l'impiego nel 2019 e nel 2020, restano disponibili per nuove pensioni e nuovi redditi di cittadinanza circa 5,8 miliardi.

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Una cifra analoga a quella stimata e richiesta dall'Alleanza contro la povertà per coprire l'intera platea dei poveri assoluti". Sulla base di queste considerazioni, per Ganga "è difficile immaginare di integrare con queste risorse tutte le pensioni inferiori a 780 euro e raggiungere tutte le persone in povertà assoluta". Sulle pensioni il sindacato promuove invece l'apertura del Governo alla flessibilità previdenziale tramite l'avvio della quota 100, purché " la formula individuata non penalizzi le donne, i lavoratori discontinui e chi svolte lavori gravosi". Dettagli che però risultano mancanti dall'attuale bozza, la quale rinvia a successivi provvedimenti di legge.