Quota 100 e Reddito di cittadinanza attive entro i primi tre mesi del 2019. Non si tratta più di misure da definire con efficacia immediata, la novità verte su un decreto legge che si concretizzerà in seguito all’approvazione della Legge di Bilancio. Una puntualizzazione giunta dal Ministro Luigi di Maio dopo le repliche volte alla Commissione Ue, a posteriori del perfezionamento del Documento programmatico di bilancio (Dpb) ratificato in data 13 novembre.

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Il leader del M5S è stato chiaro, Quota 100 e Reddito di cittadinanza con tutte le altre misure pensionistiche, seguono un iter diviso con leggi apposite collegate alla Legge di Bilancio. Di Maio, ribadisce che non è ammesso alcun intralcio da parte dell’Unione Europea. Le misure si concretizzeranno nei primi tre mesi del 2019, pur in presenza di una possibile procedura d’infrazione preannunciata dall’Ue.

Durante un’intervista rilasciata a margine del question time alla Camera, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, garantisce che il Reddito di cittadinanza diventa attivo da marzo e Quota 100 da febbraio.

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Il leader del M5S ha sottolineato che pur trattandosi di misure non introdotte nella manovra finanziaria, non vuol dire che scivoleranno i tempi per la loro definizione, anzi, ne ha confermato l’arrivo per il 2019.

Quota 100 e Reddito di cittadinanza, disegno legge o decreto

La strada sembra ancora incerta, cosa sceglierà l’esecutivo per tracciare le linee guida della Riforma pensionistica e del Reddito di cittadinanza? Un disegno di legge che comporterebbe un iter parlamentare con una tempistica abnorme o un decreto con tempi decisamente ristretti?

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Pensioni

Le alternative sono queste ma ancora non si sa quale delle due vie verrà scelta.

Fatto sta che Quota 100 potrebbe investire una vasta platea di persone che già dal 2019, uscirebbe con la misura rispettando i 62 anni di età anagrafica e 38 anni contributivi. Molto probabilmente, il superamento della Legge Fornero dovrebbe avvenire attraverso la conferma delle 4 finestre d’uscita con la prima fissata per aprile 2019, la seconda stabilita per il mese di luglio, la terza finestra per ottobre e l’ultima cioè la quarta finestra prevista per il mese di gennaio 2020.

I dipendenti pubblici potranno usufruire di due finestre con un l'avviso anticipato di 6 mesi. Una tempistica studiata per garantire all’ufficio la gestione inalterata del funzionamento amministrativo, senza il pericolo di generare vuoti organici che creerebbero disagi ai cittadini. L’eccezione investe il personale scolastico che dovrebbe attingere l’uscita a una sola finestra.

Le privatizzazioni per ridurre il debito/Pil

Come riportato dal quotidiano Huffington Post, il documento ratificato e trasmesso a Bruxelles contiene nero su bianco l’obbligo del governo di rispettare gli impegni assunti attraverso un controllo continuo dei conti.

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Infatti, nei presidi è previsto il dovere del Governo d'informare in modo celere la Camera nel caso di uno scostamento del livello deficit /Pil dal 2,4%. Stesso discorso investe il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha il compito di vigilare sulla finanza pubblica, pronto ad agire rapidamente con azioni correttive tendo conto di non valicare i principi costituzionali.

Seppur da un lato l'esecutivo si impegna a rispettare gli obblighi assunti, dall’altra parte chiede all'Ue una maggiore flessibilità rivolta a quei casi di natura del tutto eccezionale.

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Nello specifico, si fa rifermento alle spese improvvise e ritenute di carattere straordinario, dovute come conseguenza delle avverse condizioni di un dissesto idrogeologico.

Il governo giallo-verde punta inoltre alle privatizzazioni che porterebbero già dal 2019 un netto calo del debito pubblico dello 0,8%, affermandosi al 129,2% piuttosto che al 130%. Dal Documento programmatico di bilancio si legge che dall’incasso delle privatizzazioni è atteso un calo del rapporto debito/Pil dello 0,3 punti per l’anno in corso, per il 2019 si salirebbe ad 1,7 punti mentre per il 2020 si prevedono 1,9 punti: nel 2021 si toccherebbe infine quota 1,4 punti.

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