Nella mattina di oggi ha preso forma anche l'ultimo atto formale dell'Inps con il quale si procede al via libera ufficiale delle nuove pensioni anticipate tramite quota 100 e opzione donna. La circolare pubblicata dall'Istituto pubblico di previdenza (la numero 11/2019) ha infatti fatto seguito al messaggio già diramato nel tardo pomeriggio di ieri e con il quale si è potuto procedere ad accogliere le prime 1000 richieste di quiescenza.

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Oltre alle due opzioni di flessibilità appena menzionate, all'interno del nuovo comunicato si fa riferimento anche alla pensione anticipata dei lavoratori precoci, nonché al ricorso ai fondi di solidarietà per l'accompagnamento dei lavoratori alla quota 100.

L'Inps conferma i criteri di pensionamento per la quota 100

L'Istituto ha quindi ribadito la necessità di maturare almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione per poter ottenere l'accesso alla quiescenza anticipata tramite la quota 100, per un periodo di sperimentazione (e quindi di maturazione dei requisiti) che si estende nel triennio fino al 2021.

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Si ricorda poi che l'assegno viene erogato tenendo conto della finestra trimestrale per i lavoratori dipendenti del settore privato e semestrale nel pubblico. Nella circolare Inps è ribadita anche la possibilità di fruire del sostegno offerto dai fondi di solidarietà, così come previsto nel Dlgs n.148 del 2015, con la percezione di un assegno straordinario che accompagni alla quota 100 già a partire dai 59 anni di età e 35 anni di versamenti.

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Per i precoci si evidenzia invece la possibilità di fruire della pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, quindi senza l'aggravio di 5 mesi dovuto all'adeguamento per l'aspettativa di vita.

Il caso dell'opzione donna: prorogata la misura con nuovi requisiti

Per le lavoratrici che desiderano fruire di un meccanismo di flessibilità prima dei 60 anni si conferma inoltre la proroga dell'opzione donna, che prevede il raggiungimento entro il 31/12 del 2018 di almeno 35 anni di versamenti assieme ai 58 anni di età (ma con 59 anni se si possiedono versamenti da lavoro autonomo).

Le lavoratrici dovranno però tenere conto che l'assegno verrà erogato con il calcolo secondo il sistema contributivo, che potrebbe comportare una perdita anche importante rispetto a quanto non si riceverebbe con il calcolo misto. Inoltre, resta confermata (come già nella precedente versione dell'opzione donna) la presenza di una finestra di 12 mesi di attesa per le lavoratrici dipendenti, che sale fino a 18 mesi per le autonome.

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Per valutare l'effettiva convenienza della misura, sarà quindi necessario effettuare delle simulazioni sul futuro importo dell'assegno e sulla data di percezione del primo emolumento.

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