Sono 4150 i nuovi medici di famiglia previsti nei prossimi tre anni. Dopo l’approvazione definitiva del Decreto Semplificazioni è in arrivo una vera e propria rivoluzione nel mondo della Sanità italiana che riguarda tutti noi. Il decreto recentemente approvato permette ai laureati in medicina di poter svolgere l’attività di medico di base anche se non avranno completato i tre anni del corso di formazione in medicina generale. Secondo una prima stima saranno disponibili da subito 982 medici che attualmente frequentano l’ultimo anno del corso effettuato nel triennio 2016-2019.

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Una rivoluzione che non riguarda soltanto il medico di famiglia

Successivamente il numero dei medici di famiglia autorizzati ad entrare in attività dovrebbe aumentare e passare da 1075, relativamente al triennio 2017-2020, a 2093 per il triennio 2018-2021. Il totale sarà di 4150 nuovi medici. È una stima approssimativa, elaborata considerando il numero dei laureati che frequentano attualmente il corso di formazione e che per questo potranno entrare di diritto nelle graduatorie previste per ogni regione italiana.

Una rivoluzione questa che non riguarda solo i medici di base. Infatti nel Decreto Semplificazioni è stata introdotta una norma per tutte le strutture collegate al sistema sanitario, estendendo fino al 31 dicembre il periodo effettivo di validità delle graduatorie per l'assunzione di personale medico, infermieristico e tecnico-professionale.

Ampliare l’offerta per garantire servizi migliori

La notizia è stata annunciata dal ministro della Salute Giulia Grillo, che considera questa norma del Decreto Semplificazioni una rivoluzione in grado di dare ossigeno alla medicina generale.

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L’assunzione di nuovi medici consentirà di ampliare l’offerta e di garantire servizi migliori agli utenti. Inoltre verrà alleggerito il lavoro degli attuali medici di base, alle prese con un numero di pazienti davvero elevato. E si tratta solo di uno dei molti passi previsti dal Ministro per il futuro. La prossima sfida, ha dichiarato Giulia Grillo, sarà lo sblocco delle assunzioni nella Sanità, anche a costo di un confronto duro con la Ragioneria di Stato.

Le regole che in passato erano giuste oggi non lo sono più e il Paese si trova davanti a un numero davvero esiguo di medici e personale sanitario.“Bisogna guardare la realtà - ha concluso il Ministro - Il Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di nuove assunzioni".

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