Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 19 marzo 2019 vedono emergere nuovamente il tema dei lavoratori precoci, con il Governo che è tornato a manifestare l'intenzione di avviare nuove tutele nel corso della legislatura. Nel frattempo dal dibattito parlamentare sul decretone arrivano critiche dell'opposizione in merito al reddito di cittadinanza ed alle pensioni anticipate tramite la quota 100. Infine, dai Comitati degli esodati si torna a chiedere la salvaguardia dei lavoratori rimasti tagliati fuori dal perimetro previdenziale.

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Riforma previdenziale, il Governo torna a confermare l'impegno per i precoci

Le misure contenute all'interno del decretone, tra le quali primeggiano le uscite anticipate tramite la quota 100 ed il reddito di cittadinanza, rappresentano alcune dei "provvedimenti più importanti dell'intera legislatura". Lo dichiara il sottosegretario Claudio Cominardi, spiegando la propria posizione in Parlamento durante la replica dell'esecutivo alle discussioni in corso. Nel rispondere alle critiche dell'opposizione, l'esponente del MdL ha anche evidenziato che per il Governo resta importante il tema dei lavoratori precoci, spiegando che si conferma l'intenzione di "attuare nei prossimi provvedimenti un'azione rivolta a questa categoria di lavoratori".

Recentemente sulla questione era intervenuto anche il Vice Premier Matteo Salvini, ricordando che l'obiettivo finale dell'azione di riforma dell'esecutivo sul settore previdenziale era proprio la quota 41 per tutti.

Fassina (LeU): RdC e Quota 100 'importanti ma effimeri'

L'avvio delle nuove pensioni flessibili tramite quota 100 e del reddito di cittadinanza rappresentano misure "utili e importanti", visto che per la prima volta si avvia "la lotta alla povertà con adeguate risorse finanziarie". Lo afferma Stefano Fassina durante il proprio intervento alla Camera, spiegando che allo stesso tempo vi sono però "limiti e contraddizioni sul terreno dell'equità.

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I due provvedimenti, utili e importanti, sono tuttavia effimeri". L'esponente di Liberi e Uguali punta quindi il dito contro i 500 lavoratori Anpal da stabilizzare, la mancanza dell'ultima salvaguardia per gli esodati e la natura sperimentale di quota 100. "Sono limiti e contraddizioni rilevanti, da correggere", conclude il parlamentare.

Benamati (PD): decretone per occasioni perdute

Dall'opposizione prosegue l'accesa critica al DL sulla riforma delle pensioni e del reddito di cittadinanza. "Questo potrebbe essere chiamato il decreto delle occasioni perdute" ha spiegato Gianluca Benamati, Vice Presidente della Commissione attività produttive presso la Camera dei deputati.

Sugli assegni di cittadinanza evidenzia infatti una mancanza di dibattito, ricordando che gli strumenti di welfare erano già presenti in precedenza. Stessa opinione in merito alla battaglia contro la povertà, perché "vi sono fasce di povertà non intercettate dal lavoro" quindi "il reddito di cittadinanza non coglierà gli obiettivi che si prefigge". Con il rischio aggiuntivo che non si tratta di "uno strumento efficace di politica attiva del lavoro, ma qualcosa che creerà una dipendenza. Se queste misure erano pensate per sostenere una crescita che non c'è, non siamo affatto in questo orizzonte", conclude l'esponente democratico.

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Ardizio (Comitati esodati): le promesse vanno mantenute

"Le promesse vanno mantenute": lo chiede Claudio Ardizio (Comitati Esodati), inviandoci una nota in merito all'iter parlamentare attualmente in corso. "Nel decretone non c'è nulla per gli esodati, niente nona salvaguardia e nessuna soluzione per la pace contributiva e per l'Ape sociale per gli esodati". Per questo motivo, il rappresentante dei lavoratori spiega che "il Governo non ha mantenuto la promessa di presentare suoi emendamenti per la estensione della pace contributiva e per far accedere all'APE sociale gli esodati". Ardizio conclude evidenziando che è ancora possibile rimediare con la discussione in aula, chiedendo quindi una rapida soluzione in tal senso.