Dopo la conferma della quota 100 all'interno della prossima legge di bilancio 2020 il dibattito sulla flessibilità previdenziale prosegue in modo acceso, mentre i lavoratori chiedono la proroga dell'APE sociale e volontaria e dell'opzione donna. Nel frattempo, con sempre maggiore frequenza emergono dalla stampa specializzata analisi in merito alle opzioni di quiescenza già disponibili e che consentono di uscire dal lavoro prima dei 60 anni di età.

Ovviamente si tratta di opzioni caratterizzate da vincoli piuttosto stringenti ma interessanti da approfondire anche in vista dei possibili correttivi in arrivo con la nuova manovra.

Pensioni anticipate dai 58 anni: l'opzione donna e la quota 41

Per quanto concerne l'uscita dal lavoro a partire dai 58 anni di età, la possibilità si concretizza attualmente attraverso l'opzione donna. La misura consente il pensionamento proprio a partire dai 58 anni di età (59 anni se sono presenti versamenti assimilabili al lavoro autonomo) e con almeno 35 anni di contribuzione, a patto di accettare una forte penalizzazione dell'assegno.

Quest'ultimo deve infatti essere ricalcolato interamente secondo il metodo del contributivo puro, con perdite che possono arrivare anche a doppia cifra percentuale. In alternativa il sistema pubblico consente la quota 41 ai lavoratori precoci che hanno maturato almeno 12 mesi di versamenti prima del 19mo anno di età e che rientrano tra i casi di disagio indicati dal legislatore (caregivers, disoccupati da oltre 24 mesi, invalidi con riconoscimento uguale o superiore al 74% e profili gravosi e usuranti).

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Pensioni

Entrambe le misure sono oggetto di rivendicazione da parte dei lavoratori rispetto alla prossima finanziaria. Per l'opzione donna si chiede di rendere strutturale il provvedimento, mentre nel caso della quota 41 di estendere la misura a tutta la platea dei lavoratori precoci.

Il caso della Rita: l'uscita dai 57 anni di età per chi è iscritto alla previdenza complementare

Un ulteriore opzione disponibile per coloro che sono iscritti alla previdenza complementare consiste nella Rita, acronimo per Rendita Integrativa Temporanea anticipata.

I requisiti per ottenere la pensione dai 57 anni di età prevedono l'inoccupazione per almeno 24 mesi e la maturazione della pensione di vecchiaia nel proprio regime obbligatorio di appartenenza entro i 10 anni successivi. Essendo l'età della pensione di vecchiaia fissata a 67 anni, con la Rita diventa possibile ottenere una pensione a partire dai 57 anni di età. Una seconda possibilità permette di ottenere la RITA con 5 anni di anticipo rispetto all'uscita di vecchiaia quando si cessa l'attività lavorativa e si possiedono almeno 20 anni di versamenti nel proprio regime obbligatorio.

In entrambi i casi serve un'anzianità di iscrizione ai fondi pensione non inferiore a cinque anni.

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