Quota 100 è la misura d'uscita anticipata dal lavoro che era stata scelta dal governo Lega - M5s per aggirare i limiti delle norme principali. Una possibilità di congedo anticipato dal lavoro che di fatto non ha, però, mai cancellato la legge principale: la Fornero. Una semplice opzione come, ad esempio, lo sono Ape Sociale e Opzione Donna. Da ospite di Di Martedì il Presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha annunciato a grandi linee quelle che potrebbero le linee strategiche relative al sistema previdenziale.

Ha parlato della possibilità che possa essere quantomeno intrapreso un percorso finalizzato ad una riforma strutturale in cui si terrà conto della gravosità ai fini di una flessibilità più spinta. Termini usati dallo stesso Tridico rispetto a nuove possibili ed eventuali forme d'uscita anticipata.

Per Tridico c'è possibilità di riforma strutturale

È noto che l'attuale governo abbia scelto di mandare Quota 100 in esaurimento. Cesserà, perciò, di essere un'opzione a partire dalla fine del'anno 2021.

In vista di quella data si stanno aprendo diversi interrogativi. Giovanni Floris, approfittando della presenza di Pasquale Tridico in studio, non ha perso tempo di chiedergli quali potrebbero essere le prospettive in vista di quel limite. Una scadenza ancora lontana, ma non troppo. Il Presidente dell'Inps è apparso chiaro su quelle che, al momento, potrebbero essere le strategie del governo: "Abbiamo due anni di tempo per pensare ad una riforma strutturale".

Quota 41 solo un punto di partenza

L'obiettivo, perciò, potrebbe essere quello di rivedere in maniera sostanziale il sistema previdenziale, non affidandosi a semplici misure opzionali. Al momento, però, ricorda alcune scelte che sono state già annunciate e messe in campo dal Ministro Catalfo. "Ci sono - ha detto - al lavoro due commissioni: una sui lavori gravosi ed una sulla separazione tra assistenza e previdenza".

L'obiettivo, per il futuro, è fare in modo che si possano avere possibilità d'uscite che siano il più flessibile possibile. "Si può pensare - ha detto - ad un indice di gravosità e ad una flessibilità molto spinta".

Da tempo. inoltre, si parla dell'opportunità di concedere l'uscita dal lavoro a chi ha raggiunto 41 anni di contributi. Un orizzonte che non sembra suscitare grande approvazione in Tridico. Rispetto a quest'eventualità dalle sue parole c'è un'apertura prudente: "Quota 41 è un punto di partenza, ma rimane rigida". Individuare la gravosità delle professioni potrebbe essere il nuovo orizzonte del sistema pensionistico.

In riferimento al caso di una signora portato come esempio a Di Martedì porta un possibile esempio futuro: "Bisognerà vedere che lavoro ha fatto, attribuirgli un indice e vedere che pensione può avere anche a 62 anni".

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