È in dirittura d'arrivo il decreto che permetterà agli statali e ai dipendenti del Ministero dell'Istruzione della Scuola di non risentire, nelle buste paghe, dell'emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. La norma, denominata "salva-stipendi", riguardante i cedolini dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, consentirà di non dover giustificare le assenze con le ferie e permessi: tuttavia, le regole andranno a neutralizzare anche le decurtazioni di stipendio dovute nei casi di assenza per malattia (tra i 10 e i 15 euro al giorno) e dovrebbero restare in vigore fino al 30 giugno 2020.

L'intenzione del Governo Conte e del Ministro della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone è quella di equiparare le assenze degli statali dovute al coronavirus a quelle registratesi nei casi di calamità naturale.

Coronavirus, arriva il decreto 'salva-stipendi' dei dipendenti della Pubblica amministrazione e scuola

Dunque, con il decreto resosi urgente per la situazione del coronavirus (dovrebbe essere varato dal Consiglio dei Ministri nella giornata di domani, sabato 29 febbraio e conterrà anche disposizioni per lo slittamento dei concorsi), si andranno a salvadarguare gli stipendi degli statali e dei dipendenti della scuola sia dalla necessità di dover giustificare l'assenza dal prendersi giorni di permessi o di ferie, sia dalle possibili decurtazioni che altrimenti sarebbero dovute essere applicate nelle buste paga per le giornate di malattia.

L'attuale disciplina in vigore, infatti, risale alla riforma Brunetta del 2009 che prevede la decurtazione applicata ai dipendenti della Pubblica amministrazione per i primi giorni di assenza per malattia corrispondente al mancato accredito, nel cedolino mensile, degli emolumenti o indennità ed altri trattamenti accessori. La mancata corresponsione delle voci della busta paga, pertanto, determina una diminuzione calcolata tra i 10 e i 15 euro per ogni giorno di assenza.

La "decurtazione Brunetta", nelle intenzioni del Governo, potrebbe essere messa nel stand-by fino alla fine di giugno 2020.

Coronavirus e riforma Pa: ultime novità di oggi su decreto 'salva-stipendi' e assenze per malattia, permessi e ferie

Al di là della situazione legata al coronavirus, la penalizzazione per i primi dieci giorni di malattia dei dipendenti della Pubblica amministrazione e della scuola, risalente alla riforma Pa di Brunetta, è una delle norme che i sindacati hanno chiesto al Ministro della Funzione pubblica, Floriana Dadone, di abolire.

Infatti, il taglio delle retribuzioni per le giornate di assenza fino a dieci corrisponde a 10-15 euro giornalieri che determinano l'alleggerimento dei cedolini dello stipendio. Proprio nei tavoli per il rinnovo dei contratti degli statali e della scuola si discuterà di abrogare questa norma anche se, al momento, la non applicazione della decurtazione è legata solo all'emergenza delle prossime settimane per il coronavirus.

Assenza per malattia o quarantena dovuta al coronavirus: il decreto per i dipendenti Pa e scuola

Infatti, nella bozza di decreto della Pa spuntata nella giornata di ieri, si legge che "ogni periodo di assenza dovuto a provvedimenti volti al contenimento del coronavirus verrà considerato come servizio effettuato a tutti gli effetti di legge non includendo, in ogni modo, l'indennità sostitutiva di mensa laddove prevista".

Sempre dalla bozza si legge che "per i giorni trascorsi in malattia o in quarantena obbligatoria o volontaria dovuti al coronavirus non verrà applicata, nelle buste paga dei dipendenti della Pubblica amministrazione, la decurtazione prevista dalla riforma Brunetta.

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