L'ex ministro del Lavoro Nunzia Catalfo rilancia la bozza del decreto "Ristori 5" che prevede numerose misure assistenziali ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie, dalla cassa integrazione al Reddito di emergenza, dalla Naspi al bonus di 1.000 euro che verrebbe elevato, nel pagamento di marzo 2021, a 3.000 euro e in un'unica indennità.

Nel richiamo al lavoro fatto già dal governo Conte II prima della crisi e del successivo incarico a Mario Draghi, Nunzia Catalfo enuncia le oltre 20 proposte da inserire nel nuovo decreto, tra le quali quella messa a punto insieme all'Inps relativa alla semplificazione delle procedure di pagamento della cassa integrazione, punto debole dei precedenti decreti per i ritardi negli accrediti.

La proposta prevede che, a partire da aprile 2021, per le domande di cassa integrazione la trasmissione dei dati necessari per il calcolo e per le liquidazioni dirette da parte dell'Inps, o per i saldi delle anticipazioni delle stesse, nonché per le relative contribuzioni figurative, le aziende non dovranno più inviare all'Istituto previdenziale il modello SR41, ma utilizzare il nuovo flusso telematico "UniEmens-Cig".

Ristori 5 governo Draghi: attesa proroga cassa integrazione e altre misure per i lavoratori

Quella sulla cassa integrazione Inps è solo una delle varie proposte contenute nella bozza già elaborata dal Conte II del decreto Ristori 5 che il governo Draghi si sta affrettando ad approvare, non senza ritardi rispetto alle attese.

Lo stesso ex ministro del Lavoro conferma l'adozione del nuovo governo delle misure già individuate circa due mesi fa dai tecnici di Via Veneto. "Considero positiva la scelta del nuovo governo di portarla avanti - scrive Catalfo in riferimento alla nuova proposta sulla cassa integrazione - Mi auguro che il decreto, che dovrà prevedere anche la proroga delle varie misure di sostegno al reddito (Cig, indennità per i lavoratori più colpiti dalla pandemia, intervento sulla NASpI, Reddito di emergenza etc.), venga approvato il prima possibile".

Non manca, nell'intervento dell'ex ministro, un appunto rispetto ai tempi di approvazione del Ristori 5: "Senza la crisi che ha portato alla caduta del Conte II - conclude Catalfo - questi interventi sarebbero già operativi".

Bonus Inps di 1.000 euro partite Iva, autonomi, stagionali, precari, turismo: ipotesi unica rata di 3.000 euro

Tra gli interventi di sostegno ai lavoratori più attesi nel prossimo decreto Ristori figura sicuramente il bonus che, nei precedenti provvedimenti, era pagato con un'indennità Inps di 1.000 euro. La misura riguarda gli autonomi e le partite Iva, i lavoratori stagionali appartenenti al turismo e quelli che svolgono la propria attività in settori diversi. Più nello specifico, nei precedenti decreti hanno visto accreditarsi l'indennità:

  • i dipendenti stagionali e i somministrati del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori dipendenti degli stessi settori ma anche di settori diversi;
  • i lavoratori intermittenti;
  • gli autonomi senza partita Iva e iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria che, nel 2020, abbiano svolto lavoro autonomo occasionale;
  • chi svolge vendite a domicilio con iscrizione alla Gestione separata Inps;
  • i lavoratori dello spettacolo.

Nella bozza del decreto Ristori elaborata dal ministro Catalfo nel periodo in cui era in carica, è prevista un'ulteriore indennità a tutti i lavoratori già beneficiari dei precedenti provvedimenti con un unico pagamento di 3.000 euro e con la possibilità, anche per i lavoratori che non abbiano mai usufruito del bonus 1.000 euro, di presentare domanda.

Ristori delle attività commerciali: rimborso per perdite 2020 di bollette e affitti

Bonus e allungamento della cassa integrazione (di otto settimane per la Cigo e di 26 da utilizzare entro il 31 dicembre 2021 di quella in deroga) andrebbero a incrementare le misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese da varare con il Ristori 5. Per queste ultime, l'ipotesi maggiormente avvalorata dal governo Draghi nelle scorse settimane è quella di garantire ristori alle piccole e medie imprese non più sulla base dei codici Ateco, ma sulle perdite subite nel 2020 rispetto al precedente anno (purché quantificabili in almeno il 33%) mediante rimborso delle spese e dei costi fissi sostenuti (come bollette utenze e affitti) che per la loro natura non sono differibili ai periodi in cui sarà cessata l'emergenza Covid.

Contestualmente, le imprese dovranno prevedere l'ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti (dal primo divieto datato 17 marzo 2020) per la durata dei trattamenti di integrazione salariale.

Due mensilità Reddito emergenza nel Ristori 5, proroga Naspi 2021 con nuovi requisiti

Ulteriori misure a sostegno dei singoli lavoratori e delle famiglie, oltre al bonus 1.000 euro, si leggono nella bozza nella parte riguardante il rinnovo di ulteriori due mensilità del Reddito di emergenza e nell'incremento, per un miliardo di euro, del finanziamento al Reddito di cittadinanza, soprattutto in previsione del maggior numero di domande che stanno pervenendo all'Inps negli ultimi mesi di emergenza sanitaria.

E non manca l'indennità per coloro che abbiano cessato la Naspi o la Dis-Call tra luglio 2020 e febbraio 2021: se non titolari di altri interventi di sostegno al reddito o di altri contratti di lavoro subordinato o di Pensioni, il Ristori 5 prevederà un'ulteriore rata di disoccupazione. Proprio sulla Naspi, nella bozza del decreto, Catalfo ha previsto che non venga applicato lo scarto applicato all'importo della disoccupazione per tutto il 2021 e la non applicazione del requisito dei 30 giorni lavorativi effettivi nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

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